Bambini di piombo.su Netflix, la storia vera del film
Una giovane pediatra scopre un’ondata di avvelenamenti da piombo tra i bambini di un quartiere industriale e sfida potere politico e fabbrica. Il film ricostruisce una storia vera nella Polonia degli anni Settanta, tra pressioni, proteste e ritorsioni.
È ambientato nella Polonia degli anni Settanta Bambini di piombo, disponibile su Netflix dall’11 febbraio 2026. Al centro c’è una giovane dottoressa che arriva con la famiglia in una zona industriale e si accorge che qualcosa non torna nella salute dei più piccoli.
Jolanta si trasferisce nel 1974 a Szopience con il marito Zbyszek, anche lui medico, i figli Przemek e Josia e la madre Stanislawa. Lei dirige una clinica pediatrica e inizia a visitare molti bambini del quartiere Targowisko con una forma grave di anemia. I sintomi si somigliano troppo per essere un caso.
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La dottoressa collega le condizioni dei piccoli alle emissioni della vicina fonderia. I bambini, capisce, sono vittime di avvelenamento da piombo. Prova ad avvisare famiglie e autorità, ma viene trattata come un’esagerata. Quando alcuni bambini muoiono, riesce almeno a far ricoverare in sanatorio chi può ancora farcela.
Dopo tre mesi, però, le autorità riportano quelle famiglie nello stesso quartiere contaminato. Jolanta non accetta di restare in silenzio: sprona le madri a chiedere alloggi lontani dalla fabbrica e a farsi sentire. La sua iniziativa finisce sotto osservazione dell’SB, la polizia segreta.
L’agente Niedzielda riferisce tutto al politico Grudzien, deciso a spegnere la protesta. Ufficialmente si parla di soluzione pacifica, ma dietro le quinte si tenta di spaccare il gruppo e screditare la dottoressa. Viene coinvolto anche il direttore Mycka, che rassicura i lavoratori con promesse di trasferimenti, mentre si diffonde l’idea che Jolanta stia mentendo.
Gli uomini della fabbrica inizialmente ci credono, le donne no. Sono loro a restare davanti ai cancelli. La tensione sale e la polizia interviene con i lacrimogeni contro le manifestanti. A quel punto anche molti operai si schierano con le famiglie, e la pressione diventa difficile da ignorare.
Grudzien è costretto a cedere: Mycka annuncia che le famiglie avranno appartamenti lontano dall’area inquinata. Sembra una vittoria collettiva. Intanto Jolanta corre in ospedale per partorire, mentre la battaglia pubblica sembra aver dato un risultato concreto.
Nel finale, però, la dottoressa presenta una tesi basata sui fatti di Targowisko davanti a una commissione. Tra i presenti c’è il professor Berger, che l’aveva spinta a scrivere quel lavoro. La tesi viene bocciata: giudicata priva di basi solide.
È proprio Berger a smentirla. Preferisce accettare una tangente per ottenere un nuovo reparto nella sua clinica invece di sostenere apertamente ciò che ha visto. Grudzien incassa il merito del trasferimento delle famiglie, mentre Niedzielda viene allontanato dall’SB e mandato a lavorare in fabbrica. Jolanta, invece, viene trasferita.
Nella realtà, Grudzien sarà poi espulso dal partito e morirà d’infarto nel 1981. Il governatore Zietek, che aveva dato una mano alla dottoressa, vivrà fino al 1984. Jolanta Wadowska-Król continuerà a fare la pediatra fino al 2011, poi viaggerà a lungo. Solo nel 2021 il suo lavoro verrà riconosciuto con un dottorato honoris causa dall’Università di Slesia. Morirà nel 2023.