Francia chiede dimissioni di Francesca Albanese da relatrice Onu

Parigi attacca la relatrice Onu per i Territori palestinesi dopo frasi giudicate inaccettabili. Il ministro degli Esteri annuncia un’iniziativa formale per chiederne la rimozione durante la prossima sessione del Consiglio per i diritti umani.

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La Francia chiede che Francesca Albanese lasci l’incarico di relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi. La richiesta arriva dopo alcune dichiarazioni pronunciate sabato nel corso di una conferenza e giudicate da Parigi «oltraggiose e colpevoli».

A parlare è stato il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot. Ha detto che le parole di Albanese non colpirebbero soltanto il governo israeliano, ma «Israele come popolo e come nazione», definendo questo passaggio «assolutamente inaccettabile». Secondo il ministro, criticare le scelte politiche di uno Stato è legittimo, ma non lo è prendere di mira un intero Paese.

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La presa di posizione dell’esecutivo segue quella di vari parlamentari francesi. Tra loro la deputata Caroline Yadan, che ha parlato di «retorica demonizzatrice con profonde radici antisemite». Yadan ha fatto riferimento a frasi pronunciate alla presenza di un dirigente di Hamas e del ministro degli Esteri iraniano, in cui Israele veniva descritto come «nemico comune dell’umanità».

Secondo la deputata, un mandato delle Nazioni Unite impone «imparzialità, moderazione e senso di responsabilità» e non può trasformarsi in uno spazio per posizioni radicali. Per questo ha sollecitato un intervento immediato della Francia per ottenere la rimozione di Albanese.

Barrot ha parlato anche di una «lunga lista di posizioni scandalose», citando dichiarazioni che a suo dire avrebbero minimizzato o giustificato il 7 ottobre, definito «il peggior massacro antisemita dopo l’Olocausto». Ha menzionato inoltre riferimenti alla «lobby ebraica» e paragoni tra Israele e il Terzo Reich.

Per il ministro, Albanese non può presentarsi come esperta indipendente dell’Onu. «Non è né un’esperta né indipendente; è un’attivista politica che diffonde discorsi d’odio», ha affermato, sostenendo che simili posizioni finiscano per danneggiare la stessa causa palestinese che dice di difendere.

Parigi porterà la questione sul piano formale durante la prossima sessione del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, in programma il 23 febbraio, dove chiederà ufficialmente le dimissioni della relatrice.