Niscemi, rimborsi fino a 900 euro per le famiglie sfollate dopo la frana
Oltre 1.500 persone fuori casa per la frana a Niscemi: la Regione attiva contributi urgenti da 400 a 900 euro per famiglia e mette a disposizione alloggi pubblici. Il sindaco potrà autorizzare subito pagamenti e assegnazioni.
Da domani le famiglie costrette a lasciare casa per la frana di Niscemi potranno ricevere un contributo economico diretto. La Regione ha stabilito un aiuto compreso tra 400 e 900 euro per ciascun nucleo colpito da ordinanza di sgombero. Il via libera è arrivato al termine di una riunione operativa guidata dal presidente Renato Schifani.
Il sindaco è stato delegato a gestire subito le somme e ad autorizzare i pagamenti senza passaggi burocratici complessi. Per ottenere il contributo basterà l’ordinanza di sgombero dell’abitazione. La cifra varierà in base alla composizione del nucleo familiare. Previsti anche rimborsi per i danni subiti, ma in questo caso servirà documentazione che dimostri le perdite.
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La presidente del Consiglio a Niscemi dopo la frana.
Tra le prime soluzioni abitative disponibili ci sono alcuni alloggi pubblici già pronti. Tre si trovano nello stesso comune, altri nei centri vicini. Sarà l’amministrazione locale a decidere l’assegnazione alle famiglie che sceglieranno questa opzione. Gli immobili risultano agibili e utilizzabili in tempi brevi.
Nel vertice si è parlato anche di viabilità e gestione dell’emergenza. Presenti rappresentanti della Protezione civile, forze dell’ordine ed esercito. L’obiettivo è coordinare interventi e controlli in un’area che resta delicata sotto il profilo della sicurezza.
I fondi destinati agli aiuti arrivano da risorse regionali non utilizzate in precedenza. L’amministrazione assicura che non sono stati sottratti soldi a investimenti già avviati. La misura viene presentata come primo intervento urgente a sostegno delle famiglie coinvolte.
Secondo i dati forniti dal sindaco Massimiliano Conti, gli sfollati sono al momento 1.540. Le richieste per il contributo di assistenza spontanea già arrivate sono 464 e l’erogazione dovrebbe partire entro pochi giorni. Una parte delle persone ha trovato ospitalità da parenti o amici, mentre circa 140 ricevono assistenza diretta perché senza alternative abitative.
L’emergenza ha avuto effetti anche su attività economiche e scuole. Sono state spostate 34 attività produttive e altrettante classi scolastiche, dato che tre istituti ricadono nell’area a rischio. Il ripristino della rete del gas ha permesso la riapertura degli edifici scolastici non coinvolti direttamente dalla zona rossa.