Mafie, rito della pungitura per entrare nel clan Gagliardi guidato dal boss Angelo
Operazione dei carabinieri a Caserta: 21 indagati nel clan Gagliardi. Per entrare nel gruppo servivano riti di affiliazione con sangue e azioni armate. Il capo, detenuto, avrebbe gestito minacce ed estorsioni anche dal carcere.
Per entrare nel gruppo bisognava sottoporsi al rito della pungitura, con il sangue che sgorga da un dito, e dimostrare fedeltà anche con azioni armate. È uno degli elementi emersi nell’inchiesta dei carabinieri del comando provinciale di Caserta che coinvolge 21 persone ritenute legate al clan Gagliardi, organizzazione ritenuta erede del clan La Torre di Mondragone.
Le accuse contestate a vario titolo sono pesanti: associazione di tipo mafioso, traffico di droga, estorsioni, minacce e aggressioni contro commercianti e imprenditori che non volevano pagare il pizzo. Le indagini, partite nel settembre 2023 e coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia, hanno ricostruito una struttura ritenuta chiusa e pericolosa, con regole interne rigide e riti di affiliazione simili a quelli delle organizzazioni calabresi.
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Secondo gli inquirenti, al vertice c’era Angelo Gagliardi, già legato in passato al clan La Torre e detenuto al momento dei fatti. Nonostante il carcere, avrebbe continuato a esercitare il suo potere. In alcune occasioni avrebbe seguito in videochiamata le minacce e le percosse contro chi si rifiutava di pagare, intervenendo per dare indicazioni e, quando necessario, fermare i suoi uomini.
Le attività investigative hanno documentato anche un tentativo, poi fallito, di proteggere un carico di droga sequestrato sfruttando una donna fatta passare per l’amante di un carabiniere. Un espediente che non ha impedito il sequestro e ha contribuito a delineare i metodi usati dal gruppo per difendere i propri interessi.
Ricostruita inoltre la vicenda di uno spacciatore che avrebbe cercato di trattenere per sé parte dello stupefacente sottraendolo al clan. A bloccarlo sarebbe stato il padre, ex collaboratore di giustizia, che dopo aver capito chi guidava l’organizzazione avrebbe imposto al figlio di restituire tutto.