Padre italiano in Giappone perde i figli, legge non punisce chi li porta via

Un padre rientra dal lavoro e trova la casa vuota: i tre figli e la moglie sono spariti. In Giappone casi simili non sono reato penale e il genitore che resta può perdere ogni contatto, anche per anni.

padre italiano

Rientra a casa dopo il lavoro e trova stanze vuote, armadi aperti, giochi spariti. I suoi tre figli, di 7, 5 e 3 anni, non ci sono più. Con loro è scomparsa anche la madre. A raccontare cosa è successo è Michele Dall’Arno, 42 anni, docente italiano che vive in Giappone da oltre un decennio.

La sua vita si è fermata a fine ottobre 2025. Era stato fuori per un breve impegno di lavoro, a circa un’ora di treno. Al ritorno, il silenzio in casa gli ha fatto capire che qualcosa non andava. Poco dopo è arrivata una mail: poche righe, fredde. La moglie comunicava di aver cambiato residenza ai bambini e di averli iscritti in un’altra scuola. Nessun indirizzo, nessuna spiegazione.

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Dall’Arno vive nel Paese dal 2012. Ha insegnato tra Tokyo, Nagoya e Kyoto, poi si è stabilito a Toyohashi, dove ha costruito la sua famiglia. I tre figli hanno doppia cittadinanza. I rapporti di coppia, racconta, erano diventati difficili, tra differenze culturali e tensioni economiche. Ma non si aspettava di perdere ogni contatto da un giorno all’altro.

Nel sistema giapponese, dopo una separazione, la responsabilità sui figli viene assegnata a un solo genitore. L’idea di affido condiviso, come in Italia, per anni non è stata prevista. Chi resta fuori dalla vita dei bambini può incontrare ostacoli enormi, anche quando ottiene decisioni favorevoli in tribunale.

Se uno dei due genitori si trasferisce con i figli prima che intervenga un giudice, la vicenda resta una disputa civile. Non esiste un reato specifico paragonabile al rapimento genitoriale previsto in molti Paesi occidentali. In pratica, chi porta via i figli non rischia il carcere solo per questo gesto.

Secondo stime citate in studi e documentari sul tema, ogni anno nel Paese circa 150mila minori interrompono i rapporti con uno dei genitori dopo una separazione. Nel tempo si parla di milioni di casi. Dentro questi numeri c’è anche la storia di Dall’Arno, che da quel giorno non sa più dove vivono i suoi figli.