Nuovo reperto per Daniela Ruggi, indagini su test di gravidanza e uomo in auto
Nuove tracce vicino alla Torre Pignone riaprono il caso di Daniela Ruggi: tra i reperti spunta un elemento biologico da analizzare. Restano dubbi sui suoi ultimi contatti e su un uomo visto con lei poco prima della scomparsa.
Un nuovo elemento riaccende le indagini sulla morte di Daniela Ruggi, la 32enne scomparsa nel 2024 e ritrovata solo in parte nei pressi della Torre Pignone. Durante un recente sopralluogo nell’area esterna della struttura, un cane molecolare ha segnalato la presenza di un ulteriore reperto biologico, subito raccolto e posto sotto sequestro.
Gli accertamenti tecnici stabiliranno se quel frammento sia riconducibile alla donna. L’esame del Dna dovrà chiarire in modo definitivo l’origine del materiale trovato tra fango e detriti, in un punto già al centro dei rilievi dopo il primo recupero di resti umani.
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A Montefiorino, escursionisti hanno trovato resti umani in un edificio abbandonato, vicino alla zona dell'ultima residenza di Daniela Ruggi, scomparsa nel 2024.
Gli investigatori stanno concentrando l’attenzione anche sugli ultimi mesi di vita della 32enne. A maggio, Daniela era entrata in farmacia per acquistare un test di gravidanza. Un gesto che oggi viene riletto alla luce della sua condizione emotiva e dei racconti fatti a conoscenti, nei quali parlava di un figlio avuto in passato e poi allontanato dal padre.
Non è chiaro quanto quei ricordi corrispondessero alla realtà. Chi l’ha frequentata descrive una donna fragile, con un forte bisogno di affetto, spesso sola e in cerca di punti di riferimento. In diversi messaggi emergeva la sua rabbia verso persone che l’avrebbero aiutata solo in modo saltuario, offrendo piccoli favori come un pasto o la possibilità di lavarsi, per poi lasciarla di nuovo senza sostegno.
Gli inquirenti stanno ricostruendo proprio questo giro di conoscenze, ritenuto un ambiente segnato da abusi e approfittamenti. Daniela si sarebbe mossa in un contesto dove la sua vulnerabilità l’avrebbe esposta a pressioni e comportamenti ambigui da parte di più persone.
Resta al vaglio anche la testimonianza di chi sostiene di aver visto un uomo straniero caricare la donna in auto poco prima che se ne perdessero le tracce. Quel passaggio potrebbe rappresentare uno degli ultimi movimenti noti della 32enne e viene ora incrociato con tabulati e altri riscontri.
Le operazioni attorno alla Torre Pignone procedono con cautela. L’edificio è considerato pericolante e prima di un’ispezione interna completa sarà necessaria la messa in sicurezza della struttura, condizione indispensabile per permettere a Scientifica e medici legali di lavorare senza rischi.
La famiglia chiede che l’attenzione resti puntata su chi orbitava attorno alla donna. L’avvocato che assiste il fratello ha ribadito che Daniela viveva una situazione di forte debolezza personale e che più soggetti potrebbero aver tratto vantaggio da quella condizione.