Ucraina, Zelensky annuncia svolta nella difesa aerea e Mosca alza il prezzo dei negoziati
Nuova stretta di Kiev sulla difesa aerea mentre proseguono i raid russi contro le infrastrutture energetiche. Mosca frena sui negoziati e chiede garanzie di sicurezza. Sul campo le truppe russe puntano a tre città chiave nell’est dell’Ucraina.
Volodymyr Zelensky prepara una riorganizzazione profonda della difesa aerea ucraina mentre il conflitto con la Russia entra nel quarto anno. I raid contro le infrastrutture energetiche continuano a colpire il Paese, con blackout e danni segnalati nelle regioni di Dnipropetrovsk, Zaporizhzhia e Odessa.
Il presidente ha chiesto all’Aeronautica di accelerare il rafforzamento della protezione su Kharkiv e sulle aree al confine con la Russia, bersaglio frequente di droni Shahed e di altri velivoli senza pilota. In serata ha riferito di un confronto con il vertice militare e con il ministro della Difesa, parlando di cambiamenti già avviati nell’organizzazione delle squadre, negli intercettori e nei gruppi mobili di fuoco, oltre che nella difesa a corto raggio.
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La revisione non riguarda solo i sistemi antiaerei. Zelensky ha indicato interventi anche sulla gestione dei rifornimenti al fronte — droni, armi e uomini — con attenzione alla formazione e al reintegro delle brigate. Le decisioni operative sono in fase di preparazione e saranno rese note quando definite.
Per limitare i danni alla rete elettrica, Kiev punta a spostare sottostazioni in strutture sotterranee. Una è già stata installata in un bunker in cemento e una seconda è in costruzione. Il progetto richiede investimenti di decine di milioni di dollari per singolo impianto e non può coprire in tempi brevi le quasi cento sottostazioni strategiche. Gli esperti del settore energetico parlano di un piano utile sul lungo periodo ma complesso e costoso.
Sul versante diplomatico, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha detto che i colloqui sono aperti ma lontani da un esito. Mosca invita a non alimentare aspettative rapide e sostiene che qualsiasi accordo debba includere garanzie di sicurezza per la Russia.
La stessa linea è stata ribadita dal vice ministro Alexander Grushko, secondo cui un’intesa che non tenga conto delle esigenze di sicurezza russe non potrebbe reggere. A suo giudizio, i leader dell’Unione Europea non hanno affrontato questo punto nelle loro dichiarazioni.
Il Cremlino, tramite il portavoce Dmitry Peskov, ha confermato contatti con la Francia che potrebbero aprire la strada a un dialogo a livelli più alti, pur senza segnali concreti su tempi e modalità. Mosca ha preso nota anche delle parole di Emmanuel Macron sulla necessità di riattivare canali di comunicazione e ripensare l’assetto della sicurezza europea.
Intanto sul terreno le forze russe premono verso tre centri ritenuti strategici: Huliaipole, nel sud-est, e Pokrovsk e Myrnohrad più a nord. Secondo analisti militari, il controllo di queste città offrirebbe a Mosca basi logistiche e posizioni urbane utili per nuove operazioni, con possibili riflessi anche sul piano negoziale.
Osservatori indipendenti segnalano però che, nonostante i progressi, l’avanzata russa resta lenta rispetto agli obiettivi dichiarati, rendendo difficile un’espansione rapida delle aree sotto controllo.