Assalto al portavalori sulla Brindisi-Lecce, carabiniere ferito blocca un bandito dopo l'inseguimento

Un carabiniere ferito racconta l’inseguimento a piedi dopo l’assalto al portavalori sulla Brindisi-Lecce: corsa tra le campagne, colluttazione e arresto di un bandito armato. Ora è ricoverato a Lecce con fratture e contusioni.

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Ha il volto segnato e una costola fratturata, ma ripete che lo rifarebbe senza pensarci. Dal letto del reparto di Ortopedia del “Vito Fazzi” di Lecce, il brigadiere Donato Russo, 56 anni, ricostruisce i minuti dell’assalto al portavalori lungo la superstrada Brindisi-Lecce, finito con l’arresto di uno dei componenti del commando.

La pattuglia della compagnia di Campi Salentina nota movimenti sospetti vicino a un casolare abbandonato, a ridosso della provinciale 7Ter. Una zona che i militari conoscono bene. Gli uomini escono e si allontanano. Il traffico è intenso e un intervento immediato rischierebbe incidenti. I carabinieri proseguono, fanno inversione e tornano con il supporto del Radiomobile.

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Parte l’inseguimento. Uno dei fuggitivi abbandona un borsone per rallentare i militari, poi scappa tra gli ulivi. Russo gli si mette dietro a piedi. “Era a una cinquantina di metri. Abbiamo corso per oltre un chilometro e mezzo nelle campagne”, racconta. La distanza si accorcia, il terreno è irregolare, ma il brigadiere non molla.

Quando lo raggiunge, l’uomo si gira e colpisce. “Mi ha dato un pugno in faccia, poi un altro”. Scatta la colluttazione a terra. Il fuggitivo prova ad afferrargli la pistola. Russo resiste, riesce a spingerlo verso la strada, dove stanno arrivando i colleghi. Lì il cerchio si chiude e il sospetto viene bloccato.

Solo dopo l’arresto il militare si ferma. Dolori al torace, escoriazioni al labbro, una sospetta lesione alla spalla. In ospedale gli riscontrano la frattura di una costola e varie contusioni. “In quei momenti pensi solo a fermarlo. Dopo realizzi cosa poteva succedere”, dice dal letto.

Russo è un appassionato di corsa, iscritto a un’associazione sportiva dilettantistica. “Faccio maratone. Quando l’ho visto scappare mi sono detto: corriamo e vediamo dove arrivi”. L’allenamento ha fatto la differenza nella rincorsa tra i campi.

In corsia lo hanno raggiunto i vertici dell’Arma. Il comandante della Legione Puglia, generale Iacopo Mannucci Benincasa, ha parlato di un intervento decisivo, ricordando che i banditi poco prima avevano sparato contro una pattuglia, colpendo i sedili posteriori dell’auto di servizio con due militari a bordo.

Accanto al brigadiere ci sono la moglie Simona e il figlio Cristiano. “Ha messo il dovere davanti a tutto”, dice il ragazzo. Intanto le Procure di Lecce e Brindisi lavorano insieme. Sotto esame le auto usate dal commando e i video girati dagli automobilisti durante l’assalto. Le verifiche si estendono anche nel Foggiano, zona di provenienza dei due fermati.