Ethan, il figlio di Joe Bastianich e Ceo a 24 anni: In azienda parto dal basso, in Italia ho trovato l'amore
A 24 anni guida Wingstop Italia, lavora fianco a fianco con i dipendenti e ha scelto di vivere nel nostro Paese. Figlio di Joe Bastianich, racconta il lavoro, la famiglia e una nuova vita lontano da New York.
Il cognome pesa, ma non lo spaventa. Ethan Bastianich, 24 anni, è diventato amministratore delegato di Wingstop Italia, il marchio internazionale specializzato in alette di pollo che conta circa 3mila locali nel mondo e punta a moltiplicare la propria presenza nel prossimo decennio.
L’operazione nasce da un’intuizione del padre Joe, che ha intercettato il potenziale del brand negli Stati Uniti e ha deciso di portarlo anche nel nostro Paese. Ethan ha accettato la sfida senza atteggiamenti da manager in giacca e cravatta: segue la formazione del personale, lavora nei ristoranti e non disdegna i compiti più pratici, dalla gestione quotidiana fino alle pulizie.
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Cresciuto nel Connecticut con la madre Deanna e i fratelli Miles e Olivia, Ethan ricorda un’infanzia segnata dalle lunghe assenze del padre, spesso in Italia per MasterChef. Videochiamate frequenti e pochi momenti insieme, vissuti però come una conseguenza naturale del lavoro. Un’esperienza che, racconta, gli ha insegnato presto il valore del sacrificio.
Il rapporto con Joe Bastianich è solido anche se distante dai riflettori. Sul lavoro è una guida costante, mentre nella vita privata mantiene un carattere più riservato. L’immagine severa vista in televisione, spiega Ethan, è soprattutto un ruolo: negli Stati Uniti la sua notorietà è meno ingombrante rispetto a quella italiana.
Un legame speciale lo unisce anche alla nonna Lidia, figura centrale nella sua educazione. Da lei ha imparato che il cibo è condivisione e memoria. I ricordi più vivi sono legati alle giornate passate tutti insieme a preparare gli gnocchi, con bambini e cugini attorno al tavolo, tra farina e mani impastate.
Il trasferimento in Italia ha cambiato molte cose. Ethan ha lasciato amici e abitudini a New York, ma qui ha costruito una nuova quotidianità. A Torino ha incontrato il suo compagno, conosciuto di persona durante un evento, lontano dalle app di incontri. Un incontro nato seguendo passioni comuni.
Il vino resta un terreno ancora da esplorare, nonostante una vigna di famiglia. Con il padre discute spesso su dove andare a mangiare fuori, quasi sempre con Joe vincitore della scelta. Se il ristorante convince, il merito – racconta sorridendo – viene subito rivendicato.
Guardando al futuro, Ethan ribadisce una convinzione maturata presto: contano le persone. Costruire relazioni autentiche, saper ascoltare e lavorare in squadra restano, per lui, la base di qualsiasi progetto imprenditoriale.