Caso Epstein, re Carlo pronto a collaborare con la polizia sulle accuse contro il principe Andrea
Nuovi documenti sul caso Epstein riaccendono i riflettori sul principe Andrea. Buckingham Palace apre alla collaborazione con la polizia mentre emergono dettagli su e-mail riservate e pressioni politiche nel Regno Unito.
Buckingham Palace fa sapere che re Carlo è disponibile a collaborare con la polizia qualora venisse richiesto, nell’ambito delle verifiche sulle accuse che riguardano il fratello Andrea Mountbatten-Windsor. Il sovrano, viene spiegato, ha già espresso in più occasioni la propria inquietudine per le rivelazioni emerse negli ultimi anni.
Secondo la nota diffusa dal palazzo reale, ogni eventuale responsabilità personale resta in capo al diretto interessato. La famiglia reale, tuttavia, assicura piena disponibilità a sostenere il lavoro degli investigatori. Nel messaggio viene ribadita anche la vicinanza alle vittime di abusi.
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Le nuove accuse arrivano dalla pubblicazione di ulteriori documenti legati al caso Jeffrey Epstein, l’ex finanziere morto in carcere nel 2019. Le carte includono una serie di e-mail che mostrerebbero come Andrea, all’epoca inviato speciale del Regno Unito per il commercio, abbia condiviso informazioni riservate con Epstein tra il 2010 e il 2011.
I messaggi fanno riferimento a resoconti dettagliati di viaggi ufficiali a Singapore, Hong Kong, Vietnam e in Cina, oltre a indicazioni su opportunità di investimento. Materiale che, secondo le regole del ruolo ricoperto, avrebbe dovuto restare confidenziale.
In un caso specifico, il 7 ottobre 2010 Andrea avrebbe anticipato a Epstein il programma delle missioni imminenti. Dopo il rientro, il 30 novembre, avrebbe poi inoltrato i report ufficiali ricevuti dal suo assistente pochi minuti prima.
L’ex duca di York ha sempre respinto ogni accusa. In un’intervista del 2019 dichiarò di aver incontrato Epstein per l’ultima volta all’inizio di dicembre 2010, sostenendo di avergli comunicato la fine dei rapporti personali.
Dai documenti emerge però che, la vigilia di Natale dello stesso anno, Andrea inviò a Epstein un briefing riservato sulle possibilità di investimento nella ricostruzione della provincia afghana di Helmand, allora sotto controllo britannico e finanziata con fondi pubblici.
L’allora ministro Vince Cable ha dichiarato di non essere mai stato informato di quella comunicazione, precisando di averne appreso l’esistenza solo ora. Un’altra e-mail del febbraio 2011 suggerirebbe inoltre un possibile investimento di Epstein in una società di private equity visitata poco prima da Andrea.
La polizia della Thames Valley ha confermato di aver ricevuto il materiale e di aver avviato una valutazione formale secondo le procedure previste. Anche l’attivista repubblicano Graham Smith ha presentato un esposto dopo la diffusione degli ultimi file.
Preoccupazione è stata espressa anche dal principe William e da Kate Middleton. Un portavoce ha riferito che la coppia segue con attenzione le rivelazioni e mantiene l’attenzione sulle vittime.
Nel frattempo, il clima politico resta teso. Downing Street ha smentito voci di dimissioni del primo ministro Keir Starmer, nonostante l’uscita di scena di due figure chiave del suo staff e le polemiche legate alla nomina e alla successiva rimozione di Peter Mandelson per i suoi legami con Epstein.