Niscemi, cade la croce simbolo della frana: recuperati beni nelle abitazioni evacuate

La caduta della croce nel quartiere Sante Croci riapre le ferite della frana di Niscemi. I soccorsi proseguono con accessi controllati, recuperi nelle case evacuate e un’indagine per violazioni della zona rossa.

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Nel quartiere Sante Croci di Niscemi è crollata la croce collocata sul fronte della frana. Il manufatto, sistemato come segno di memoria dopo il dissesto che nel 1997 colpì la chiesa della zona, era diventato nelle ultime settimane un punto di riferimento per molti residenti.

La caduta è avvenuta nel vuoto, nell’area interdetta per rischio idrogeologico. Il sindaco Massimiliano Conti ha espresso il rammarico della città, parlando di un gesto simbolico che si perde proprio mentre la comunità affronta giorni difficili.

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Uno smottamento improvviso ha colpito Niscemi nel primo pomeriggio, causando evacuazioni, strade chiuse e l’interruzione dei collegamenti.

I vigili del fuoco restano operativi senza interruzioni. In città è stato allestito un nuovo campo base che coordina squadre locali e rinforzi arrivati da altre province siciliane, impegnati sul fronte instabile della collina.

Specialisti Usar e operatori con droni Sapr sorvegliano costantemente l’area della frana. Le immagini dall’alto consentono di valutare i movimenti del terreno e hanno permesso, nelle ultime ore, l’accesso limitato a una fascia di circa 50 metri dal punto più critico.

Grazie a queste finestre operative sono stati recuperati finora 30 beni appartenenti ai residenti evacuati. Dieci interventi hanno riguardato le zone considerate a maggiore rischio, con la restituzione di oggetti personali rimasti nelle abitazioni sgomberate.

Intanto la Procura di Gela ha aperto un fascicolo per presunte violazioni della zona rossa. Cinque persone risultano indagate, mentre forze dell’ordine e protezione civile continuano a presidiare l’area per evitare accessi non autorizzati e nuovi pericoli.