Decreto Ucraina verso la fiducia alla Camera, scontro sugli aiuti militari
Il governo valuta la fiducia sul decreto Ucraina mentre in Aula si apre lo scontro politico: emendamenti per fermare gli aiuti militari, accuse incrociate tra opposizioni e tensioni anche nel campo progressista.
Il governo si prepara a porre la questione di fiducia sul decreto Ucraina durante l’esame alla Camera, atteso già nella seduta di domani. L’ipotesi circola mentre arrivano emendamenti che mirano a cancellare la proroga degli aiuti militari a Kiev prevista dall’articolo 1 del provvedimento.
Le proposte di modifica sono state depositate da Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e dai deputati di Futuro Nazionale, la formazione nata attorno al generale Roberto Vannacci. In tutto gli emendamenti presentati sono circa quindici. Dalla maggioranza, invece, non sono arrivati testi correttivi.
Leggi anche: Decreto agricoltura - via libera della Camera alla fiducia con 181 sì
La possibile fiducia viene letta come un successo politico da Futuro Nazionale. Il deputato Edoardo Ziello, passato dalla Lega al gruppo Misto, parla di “prima vittoria” e accusa Matteo Salvini di voler evitare il voto parlamentare sull’emendamento che chiede di bloccare l’invio di nuove armi all’Ucraina.
Secondo Ziello, la fiducia non impedirebbe comunque il confronto politico: resterebbero infatti tre ordini del giorno con contenuti analoghi e il voto finale sul decreto. A suo giudizio, il passaggio in Aula costringerebbe il governo ad assumersi apertamente la responsabilità della scelta sugli armamenti.
La mossa degli alleati che chiedono di fermare la proroga degli aiuti ha però irritato il Partito democratico. Pina Picierno ha criticato duramente l’iniziativa sui social, definendola una pagina preoccupante e chiedendosi come una parte del fronte progressista possa trovarsi su posizioni simili a quelle di Vannacci.
Il Movimento 5 Stelle ha preso le distanze dal generale e dalla sua nuova formazione. Fonti del gruppo parlano di una strumentalizzazione del Parlamento su un tema segnato da guerra e sofferenze, ribadendo che la linea del M5S contro l’invio di armi è coerente e portata avanti da anni, senza operazioni di riposizionamento politico.