Domenico Martimucci, il piccolo Zidane ucciso nell'attentato al bar di Altamura: chi era il calciatore 26enne morto dopo l'esplosione

Domenico Martimucci, calciatore dilettante di 26 anni, perse la vita mesi dopo un attentato dinamitardo in un bar di Altamura. Per quell’esplosione, che ferì anche altre otto persone, sono arrivate nuove condanne.

domenico martimucci

La giudice per l’udienza preliminare di Bari, Antonella Cafagna, ha inflitto 20 anni di carcere a Nicola Centonze e 6 anni a Nicola Laquale per l’attentato dinamitardo avvenuto il 5 marzo 2015 nel locale Green Table di Altamura, nel Barese.

L’esplosione sconvolse il centro cittadino e provocò il ferimento di otto persone. Tra loro c’era anche Domenico Martimucci, all’epoca 26enne, che lottò per cinque mesi prima di morire a causa delle gravi conseguenze riportate.

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Martimucci era conosciuto nel mondo del calcio dilettantistico pugliese e soprannominato il piccolo Zidane per il suo stile di gioco. La sera dell’attentato si trovava nel locale quando la bomba venne fatta esplodere.

Secondo l’accusa, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari, Centonze avrebbe avuto il ruolo di intermediario tra il mandante e gli esecutori materiali, mentre Laquale avrebbe procurato l’esplosivo utilizzato per l’azione.

I due imputati sono stati riconosciuti colpevoli, a vario titolo, di omicidio volontario, tentato omicidio plurimo, detenzione e porto di materiale esplosivo, con l’aggravante del metodo mafioso. Per entrambi è stata disposta l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

La sentenza prevede anche il risarcimento delle parti civili: la Regione Puglia, il Comune di Altamura e i familiari di Martimucci, rappresentati dall’avvocato Donato Carlucci.

Il procedimento si inserisce in un quadro giudiziario già definito per altri responsabili. In via definitiva sono stati condannati il boss Mario D’Ambrosio, indicato come mandante, a 30 anni di reclusione, l’esecutore materiale Savino Berardi a 20 anni e il complice Luciano Forte a 18 anni.