Choc sulla metro di Milano: si inietta droga in vagone davanti ai passeggeri, presente una bambina
Una ragazza si droga su un vagone della metropolitana di Milano, in pieno giorno e davanti ai passeggeri. La scena avviene sulla linea verde, tra silenzi imbarazzati e lo sguardo di una bambina.
È tarda mattinata, una domenica di febbraio del 2026. Su un treno della metropolitana di Milano, una giovane donna si siede a terra, in un angolo del vagone, e inizia a prepararsi una dose di droga senza alcun tentativo di nascondersi.
I gesti sono lenti, ripetuti, come automatismi. Dal giubbotto estrae un cucchiaio usurato, una fiala con un liquido scuro, una siringa sottile. Nessuna fretta, nessun timore. Poco dopo l’ago entra nel braccio, sotto gli occhi dei presenti.
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Attorno, il vagone resta muto. Alcuni passeggeri abbassano lo sguardo sul telefono, altri osservano la scena senza sapere come reagire. Tra loro c’è anche una bambina di circa dieci anni, che stringe la mano del padre mentre guarda qualcosa che non dovrebbe mai vedere.
L’episodio avviene sulla linea M2, una delle più trafficate della città, asse quotidiano che collega sud e nord passando dal centro e da stazioni simbolo come Duomo e Montenapoleone. A poche fermate, Lodi T.I.B.B. e Porta Romana, nel cuore della Milano olimpica.
Proprio lì, a breve distanza dal Villaggio Olimpico dei Giochi invernali di Milano Cortina 2026, convivono due immagini opposte della città. Da una parte i cantieri e i progetti sul futuro, dall’altra una realtà che continua a emergere senza filtri.
La stessa linea conduce a Rogoredo, area nota da anni per il cosiddetto “boschetto”, punto di riferimento per spaccio e consumo di droga. Nonostante le operazioni di sgombero annunciate nel tempo, la zona resta segnata da degrado, accampamenti improvvisati e persone in stato di grave dipendenza.
Quella scena sul treno non è rimasta isolata. La stessa donna è stata vista anche sulle scale della metropolitana di Porta Romana mentre si iniettava una dose, segno di una presenza abituale che si muove liberamente tra stazioni e vagoni.
Nessun intervento immediato, nessuna interruzione. Il consumo di droga, un tempo relegato a zone periferiche e nascoste, entra così nei mezzi pubblici, in pieno giorno, davanti a famiglie e bambini.