Caso Epstein, nuove dimissioni a Downing Street: lascia il direttore delle Comunicazioni
La crisi aperta dalla nomina di Peter Mandelson travolge la squadra di Downing Street. Dopo il capo di gabinetto, lascia anche il direttore delle Comunicazioni, mentre il caso Epstein continua a pesare sul governo Starmer.
Un’altra uscita scuote Downing Street. Tim Allan ha rassegnato le dimissioni dal ruolo di direttore delle Comunicazioni del governo britannico, all’indomani del passo indietro del capo di gabinetto Morgan McSweeney. La decisione arriva nel pieno delle polemiche legate alla nomina di Peter Mandelson ad ambasciatore del Regno Unito negli Stati Uniti.
McSweeney aveva dichiarato di assumersi la piena responsabilità per aver consigliato al primo ministro Keir Starmer la scelta di Peter Mandelson, figura storica del Labour finita al centro di nuove contestazioni. Poche ore dopo, Allan ha annunciato la propria uscita per consentire, a suo dire, la formazione di una nuova squadra operativa a supporto del premier.
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La posizione di Mandelson si era già indebolita a settembre, quando era stato rimosso dall’incarico. Nelle ultime settimane, però, la situazione è precipitata con la diffusione, da parte del Dipartimento di Giustizia statunitense, di milioni di documenti sul caso Epstein. Le carte contengono riferimenti ai rapporti tra Mandelson e il finanziere morto in carcere, accusato di traffico sessuale.
Allan, che aveva lavorato a lungo al fianco di Tony Blair negli anni Novanta ed è fondatore dell’agenzia di comunicazione Portland, era stato nominato direttore delle Comunicazioni solo lo scorso settembre. Con la sua uscita, diventano quattro i responsabili della comunicazione che hanno lasciato l’incarico durante la premiership di Starmer, dopo Matthew Doyle, James Lyons e Steph Driver.