Hong Kong, Jimmy Lai condannato a 20 anni per collusione e sedizione
La sentenza chiude uno dei processi più delicati sulla sicurezza nazionale a Hong Kong: il fondatore di Apple Daily dovrà restare in carcere per altri 18 anni dopo una condanna complessiva a 20 anni.
Jimmy Lai, imprenditore dei media e figura di spicco del fronte pro-democrazia di Hong Kong, è stato condannato a 20 anni di reclusione per collusione con forze straniere e sedizione. La decisione mette fine a uno dei procedimenti giudiziari più rilevanti aperti sotto la legge sulla sicurezza nazionale.
Secondo il collegio giudicante, la gravità dei reati e la condotta complessiva dell’imputato hanno giustificato una pena particolarmente severa. Nel calcolo finale, due anni della nuova condanna si sovrappongono a una pena già in corso, riducendo a 18 gli anni aggiuntivi effettivamente da scontare.
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La sentenza è stata accolta con favore dalle autorità locali. Il capo dell’esecutivo di Hong Kong, John Lee, ha definito il verdetto una prova della solidità dello stato di diritto, descrivendo i reati contestati a Lai come estremamente gravi e meritevoli di una punizione esemplare.
Di segno opposto la reazione della famiglia del magnate. I figli hanno parlato di una pena sproporzionata, accusando il sistema giudiziario di aver inflitto una condanna draconiana che rischia di compromettere la vita del padre, già provato da un peggioramento delle condizioni di salute durante la detenzione.
In una dichiarazione, i familiari hanno definito la decisione crudele e devastante, sostenendo che l’esecuzione integrale della pena potrebbe portare Lai a morire in carcere. La condanna si inserisce in un contesto di crescente repressione nei confronti delle voci critiche dopo l’entrata in vigore della legge sulla sicurezza nazionale.