Sanremo 2026, Ermal Meta torna all'Ariston con Stella stellina e guarda all'Eurovision

Ermal Meta torna a Sanremo dopo cinque anni con una canzone che parla dei bambini colpiti dalla guerra. Un brano nato di getto, legato alla paternità e alle immagini da Gaza, che apre anche una nuova fase del suo percorso musicale.

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Ermal Meta rientra in gara al Festival di Sanremo a cinque anni dall’ultima apparizione, quella dell’Ariston vuoto durante la pandemia. Questa volta porta sul palco Stella stellina, una canzone intensa che racconta l’infanzia travolta dalla violenza, senza mai nominare direttamente la guerra.

Il brano nasce da un’urgenza personale. Le immagini dei bambini sotto le bombe, viste nei mesi scorsi, hanno inciso profondamente sull’artista, soprattutto dopo essere diventato padre. La canzone è stata scritta in pochi minuti, mentre suonava per la figlia, come una reazione istintiva e senza filtri.

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La protagonista del racconto è una bambina senza nome. Una scelta voluta per renderla simbolo di tutti i bambini innocenti colpiti dai conflitti. Lo sguardo è quello di un adulto che osserva e cerca di dare voce a una tragedia collettiva, restando su un piano umano e non politico.

Le sonorità richiamano il Mediterraneo e il Medio Oriente. Meta ha lavorato agli arrangiamenti insieme a Dardust, inserendo strumenti come l’oud per rafforzare l’atmosfera del racconto e accompagnare il testo con un suono essenziale e carico di tensione emotiva.

Pur partendo dalla situazione a Gaza, il cantautore chiarisce che il senso della canzone è universale. I bambini, ribadisce, non dovrebbero mai pagare il prezzo delle scelte degli adulti. La paternità ha reso questa consapevolezza ancora più netta, accentuando la sua sensibilità.

In caso di vittoria, Meta non esclude la partecipazione all’Eurovision Song Contest. Anzi, spiega che portare quel messaggio su un palco internazionale sarebbe coerente con il significato del brano. Essere presenti, secondo lui, può essere una forma di presa di posizione più efficace dell’assenza.

Allo stesso tempo, l’artista esprime perplessità sulla natura della competizione, che a suo avviso dovrebbe restare legata all’Europa. Una riflessione che accompagna, ma non condiziona, l’eventuale scelta di salire su quel palco.

Stella stellina” anticipa il nuovo album Funzioni Vitali, in uscita il 27 febbraio. Un progetto che attraversa ricordi personali e frammenti collettivi, dall’adolescenza alla quotidianità, passando per la resilienza e il rapporto con il tempo.

Tra i brani del disco ci sono riferimenti alla memoria e alla semplicità, con titoli che evocano oggetti e momenti concreti. Il singolo già pubblicato, “DeLorean”, riflette sul passato e su ciò che avrebbe potuto essere, senza indulgere nella nostalgia.

Questo lavoro ha portato Meta a rimettere in discussione molte certezze. L’idea è quella di liberarsi dei pesi inutili, delle convinzioni che limitano, per arrivare a una percezione più autentica di sé e del mondo.

Non manca uno sguardo critico sull’industria musicale, descritta come un sistema che spinge al consumo rapido. Secondo l’artista, però, cresce il bisogno di verità e di canzoni che non siano plastificate, ma capaci di restare.

Nel finale di “Stella stellina” compare una citazione di Fabrizio De André, un omaggio diretto alla sua umanità e al suo modo di osservare la realtà. Una frase che Meta sente vicina, al punto da inserirla come chiusura naturale del brano.

Dopo Sanremo, il cantautore partirà con il tour Live 2026 – Club, che prenderà il via da Perugia il 29 aprile e toccherà diverse città italiane, riportandolo a una dimensione dal vivo più raccolta e diretta.

Nel 2026 sarà anche Maestro Concertatore della Notte della Taranta, un incarico che lo vedrà lavorare su un’edizione dedicata al Mediterraneo. “Funzioni Vitali” arriverà in digitale, CD e vinile, con tracce diverse a seconda del formato.