Super Bowl: Seattle Seahawks vincono, Bad Bunny chiude l'half time con un messaggio sugli immigrati

Bad Bunny ha scelto il palco del Super Bowl per lanciare un messaggio sull’immigrazione, chiudendo l’half time con un gesto politico e simbolico durante una serata segnata dalla vittoria dei Seattle Seahawks e dalle polemiche.

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La notte del Super Bowl si è chiusa con il successo dei Seattle Seahawks e uno spettacolo dell’half time che ha fatto discutere. Sul palco, tra gli ospiti, è comparso anche Bad Bunny, protagonista di un finale carico di significati.

Per l’artista portoricano si è trattato della prima esibizione negli Stati Uniti dopo una lunga assenza dai grandi stadi americani. Una scelta, la sua, legata alla volontà di non esporre il pubblico a controlli e pressioni dell’ICE, l’agenzia federale per l’immigrazione.

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Bad Bunny ha trasformato l’intervallo del Super Bowl in una festa latina, portando sul palco musica, simboli e ospiti a sorpresa.

Nel corso della performance, Bad Bunny ha salutato le comunità di lingua spagnola arrivate negli Stati Uniti da diversi Paesi. Un omaggio rivolto a milioni di persone emigrate nel tempo, senza escludere lo stesso Paese che le ha accolte.

Alle spalle del cantante è apparso uno striscione con la frase «L’unica cosa più forte dell’odio è l’amore». Il messaggio ha accompagnato gli ultimi istanti dello show, segnandone il tono e lasciando spazio a reazioni contrastanti.

L’half time, che ha visto anche la partecipazione a sorpresa di Lady Gaga, non è passato inosservato neppure sul fronte politico. Donald Trump ha definito lo spettacolo «uno dei peggiori di sempre», aggiungendo un ulteriore elemento di polemica a una serata già al centro dell’attenzione.