Sanremo 2026, Andrea Pucci rinuncia: la Rai parla di minacce e clima di violenza verbale

La rinuncia di Andrea Pucci a Sanremo 2026 apre un caso che intreccia spettacolo e politica. La Rai ufficializza il rammarico per l’addio, motivato dalle minacce ricevute dal comico e rivolte anche alla sua famiglia.

sanremo 2026

Andrea Pucci non salirà sul palco dell’Ariston come co-conduttore del Festival di Sanremo 2026. La decisione è stata comunicata dallo stesso comico dopo una serie di insulti e minacce arrivate sui social, estese anche ai suoi familiari.

Poco dopo è arrivata la posizione ufficiale della Rai, che ha espresso grande rammarico per la rinuncia dell’artista. L’azienda ha ricondotto la scelta alle pressioni e alle intimidazioni subite, parlando di un contesto che ha inciso in modo diretto sulla serenità personale e professionale di Pucci.

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Nella nota, la Rai spiega di comprendere la decisione maturata dall’artista come atto di tutela della propria sicurezza, della famiglia e della sua immagine pubblica. Una valutazione definita responsabile, alla luce della gravità dei messaggi ricevuti.

L’azienda ha anche segnalato preoccupazione per il clima di intolleranza e violenza verbale che si è sviluppato attorno alla figura del comico, noto per una satira diretta e non allineata. Un clima che, secondo la Rai, rischia di trasformarsi in una forma di censura esercitata attraverso odio e pregiudizio.

La vicenda ha rapidamente superato i confini dello spettacolo. Sul caso sono intervenuti esponenti politici di primo piano: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato di intolleranza, mentre il presidente del Senato Ignazio La Russa ha contattato personalmente Pucci nel tentativo di convincerlo a riconsiderare la scelta.

Nel messaggio conclusivo, la Rai rivolge ad Andrea Pucci un augurio per il prosieguo della sua attività artistica, auspicando in futuro nuove occasioni di collaborazione.