Rita Pavone tra nuova musica, vita privata e scelte senza nostalgia

A ottant’anni Rita Pavone guarda avanti, tra nuova musica, ricordi internazionali e una vita condivisa con Teddy Reno. Nessuna nostalgia, solo lavoro, scelte nette e un rapporto diretto con il pubblico.

rita pavone

Rita Pavone non perde tempo a rimpiangere il passato né a inseguire i numeri dei social. A ottant’anni continua a sentirsi in movimento, tra un nuovo brano pensato per il Carnevale di Viareggio e i ricordi di una carriera costruita molto prima degli algoritmi, con oltre 50 milioni di dischi venduti.

Il nuovo progetto musicale nasce da un’idea di Elisabetta Sgarbi e guarda a sonorità pop dal passo deciso, con richiami evidenti ai Beatles. Un’operazione che riflette lo spirito dell’artista, abituata a misurarsi con il presente senza adattarsi a mode che non le appartengono.

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La sua storia professionale ha preso presto una dimensione internazionale. A 19 anni era già sul palco della Carnegie Hall e presenza fissa all’Ed Sullivan Show, accanto a nomi che hanno fatto la storia della musica mondiale. Anni vissuti negli Stati Uniti con naturalezza, tra incontri con Elvis Presley e momenti condivisi con i Beach Boys.

Nonostante i successi, Pavone ha sempre respinto l’idea di essere relegata a icona del passato. Le critiche e le etichette non l’hanno mai fermata, così come quello che definisce una forma di pregiudizio culturale verso chi ha segnato un’epoca.

Al centro della sua vita resta il legame con Teddy Reno, marito da 58 anni. Un’unione che ha superato diffidenze e difficoltà, e che oggi si traduce in una quotidianità fatta di complicità. Reno, vicino ai cento anni, continua a cantare “Night and Day”, mantenendo una vitalità che Pavone racconta con orgoglio.

La salute ha imposto delle pause, come l’operazione al cuore del 2003 che ha segnato un momento delicato. Un passaggio che non ha però spezzato il rapporto con il palco né con il pubblico, rimasto centrale nella sua vita.

Sui duetti mantiene una posizione chiara. L’idea di collaborare non è esclusa, ma solo con artisti che riconosce come affini, anche se non giovanissimi: Nek, Raf o Marco Masini. Delle tendenze attuali dice di comprendere poco il linguaggio, pur riconoscendo qualità vocali ad artiste come Annalisa e Arisa.

Il criterio resta uno solo: la canzone. Pavone non crede nella durata dei brani costruiti per il momento e accetterebbe un duetto soltanto davanti a un pezzo capace di resistere al tempo, lontano dalla logica delle canzoni usa e getta.

Non manca una visione personale sulla politica e sulla musica di oggi, espressa senza filtri. Tra i brani che considera centrali nella propria carriera cita “Fortissimo”, legato alla maturità artistica, e “Cuore”, simbolo di un’energia che ancora oggi rivendica come parte della sua identità.