Serra Yilmaz, dal divorzio dei genitori al tumore al seno affrontato da sola

Serra Yilmaz ripercorre la sua vita privata in tv: l’infanzia segnata dal divorzio dei genitori, il matrimonio finito, il rapporto con la figlia e la malattia affrontata in silenzio, tra scelte drastiche e controllo del tempo.

serra yilmaz

Ospite a Verissimo, Serra Yilmaz ha raccontato passaggi decisivi della sua storia personale con un tono diretto e privo di compiacimento. L’attrice, legata da anni al cinema di Ferzan Özpetek, ha ripercorso l’infanzia, la famiglia, l’amore e la malattia senza cercare scorciatoie emotive.

Figlia unica di due genitori a loro volta figli unici, è cresciuta in un nucleo ristretto. Il punto di rottura arriva quando il padre decide di lasciare la madre. Non una discussione, ma una lettera: più di dieci pagine per annunciare la richiesta di divorzio, con tanto di indirizzo dell’avvocato nell’ultima riga. Lei e la madre la lessero insieme, senza alcun segnale che facesse presagire la separazione.

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Solo dopo emerse la relazione del padre. Il senso di colpa, ha spiegato Yilmaz, aveva reso l’ultimo anno di matrimonio insolitamente sereno. La madre scelse di prendersi tempo, in un periodo storico in cui separarsi era complesso, soprattutto per una donna che non aveva chiesto nulla.

Anche la sua esperienza sentimentale non è durata. Il matrimonio è finito senza strappi pubblici. Oggi i rapporti con l’ex marito restano buoni, soprattutto per la figlia. Serra Yilmaz si definisce una madre che lascia spazio: niente iperprotezione, ma autonomia. La figlia ha provato a recitare, poi ha deciso di fermarsi dopo una delusione.

Il passaggio più delicato riguarda la malattia. Era aprile quando, toccandosi il seno, ha avvertito una pallina. La diagnosi è stata immediata: tumore al seno. Il chirurgo le ha detto che bisognava intervenire subito. Lei ha chiesto tempo per andare in scena la domenica. La risposta è stata secca: la priorità era restare viva.

Si è operata il giorno dopo, senza avvisare nessuno. È andata in clinica da sola. Poi radioterapia e sei cicli di chemioterapia. Un percorso che ha raccontato anche nel libro Cara Istanbul. Era il 1991 quando è guarita. Da allora non ha mai smesso di fare controlli.

Yilmaz non descrive la malattia come un’esperienza solo negativa. Le ha imposto il limite, la consapevolezza della fragilità. Convivere con l’idea della morte, per lei, non significa rinunciare alla vita, ma misurarla meglio, giorno per giorno.