Nove giorni a New York: le bugie di Andrew sulla villa di Epstein
Nuovi documenti mettono in crisi la versione di Andrew sui giorni passati nella villa di Jeffrey Epstein a New York: non una visita breve, ma una lunga permanenza tra feste, contanti e presenze inquietanti.
La caduta di Andrew Mountbatten-Windsor procede senza freni. Dopo la perdita dei titoli e l’allontanamento dalle residenze reali deciso da Carlo III, tornano a galla dettagli pesanti sul suo rapporto con Jeffrey Epstein. Al centro c’è il soggiorno nella villa newyorkese del finanziere, raccontato per anni come un episodio marginale e ormai chiuso.
Nell’intervista alla BBC del 2019, concessa a Emily Maitlis, Andrew parlò di una visita lampo negli Stati Uniti. Disse di essere rimasto a New York solo quattro giorni, spiegando di aver incontrato Epstein unicamente per chiudere ogni rapporto. Anche la foto che li ritrae insieme a Central Park venne liquidata come una coincidenza avvenuta proprio durante quell’addio definitivo.
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Le ricostruzioni basate su email e documenti emersi successivamente raccontano altro. Il soggiorno durò nove giorni, trascorsi nella villa tra lusso e relazioni mai interrotte. In quelle stesse date, secondo le carte, la residenza avrebbe ospitato feste e visite di studentesse appena uscite da scuola, mentre circolavano pagamenti in contanti da 5.000 dollari. Un quadro che smentisce punto per punto la versione pubblica dell’ex principe.