Detenuti picchiati e umiliati nel carcere Lorusso e Cutugno: sette agenti condannati per tortura

Tra il 2018 e il 2019 nel carcere torinese Lorusso e Cutugno alcuni detenuti subirono violenze sistematiche. Il tribunale ha condannato sette agenti per tortura, riconoscendo pratiche punitive illegali nel blocco C riservato ai sex offender.

detenuti picchiati

Nel blocco C del carcere Lorusso e Cutugno di Torino, tra il 2018 e il 2019, la detenzione ha assunto i contorni di un regime punitivo illegale. Lo ha stabilito il tribunale, che ha condannato sette agenti della polizia penitenziaria per il reato di tortura, riconoscendo una serie di abusi sistematici ai danni dei detenuti.

La sezione era riservata a persone condannate per reati sessuali. Secondo quanto emerso nel processo, proprio lì si è consolidata una prassi fatta di violenze fisiche, insulti e umiliazioni quotidiane, esercitate da chi avrebbe dovuto garantire custodia e sicurezza.

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I detenuti venivano colpiti con schiaffi al volto e pugni alla schiena, spesso senza alcuna giustificazione disciplinare. In più occasioni sono stati obbligati a restare immobili, in piedi e con il viso rivolto al muro, anche per quaranta minuti consecutivi.

Le perquisizioni diventavano strumenti di vessazione. I materassi venivano bagnati con detersivo, le mensole strappate dalle pareti, gli spazi personali distrutti come forma di punizione. Azioni ripetute nel tempo, non episodi isolati.

Il collegio giudicante, presieduto da Paolo Gallo, ha ritenuto che queste condotte abbiano superato la soglia della violenza privata, configurando un trattamento intenzionalmente degradante. Il pubblico ministero ha richiamato la responsabilità diretta dello Stato: ogni colpo inferto da un agente ricade sull’istituzione che rappresenta.

La difesa degli imputati ha contestato l’applicazione del reato di tortura, sostenendo che non sarebbe stato raggiunto il livello di sofferenza richiesto dalla giurisprudenza della Cassazione. Le motivazioni della sentenza, attese a maggio, chiariranno il perimetro giuridico adottato dai giudici.

Oltre alle pene inflitte agli agenti, il tribunale ha disposto risarcimenti immediati di 10 mila euro per ciascuna vittima. La responsabilità civile è stata attribuita anche al Ministero della Giustizia. Previsti indennizzi pure per i garanti dei detenuti e per l’associazione Antigone.