Mostro di Firenze, Cassazione chiude il caso Vanni: respinta la revisione basata sulle larve

La Cassazione ha respinto la richiesta di riaprire il processo su Mario Vanni. Bocciata la revisione fondata su una nuova analisi entomologica dei delitti di Scopeti del 1985, presentata dal nipote dell’imputato.

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Il processo a carico di Mario Vanni non verrà riaperto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dai legali di Paolo, nipote dell’ex imputato, confermando le decisioni già assunte in precedenza dai giudici di merito.

Al centro dell’istanza c’era una consulenza di entomologia forense applicata al duplice omicidio di Scopeti, avvenuto nell’estate del 1985. L’analisi si basava sulle immagini delle larve rinvenute sui corpi delle vittime, attribuite alla mosca lucilia, utilizzate per stimare l’epoca della morte.

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Secondo i consulenti della difesa, lo sviluppo degli insetti indicava che il decesso fosse avvenuto il venerdì sera e non la domenica, come ricostruito nei processi. Una datazione anticipata avrebbe messo in discussione il racconto di Giancarlo Lotti, testimone chiave che collocò Vanni e Pacciani sulla scena la domenica notte.

I giudici hanno però ritenuto che il metodo proposto non offrisse garanzie sufficienti. Per una valutazione attendibile, hanno osservato, servirebbero dati certi sulle condizioni ambientali, in particolare sulle temperature, elementi non ricostruibili con precisione a distanza di decenni partendo da fotografie d’archivio.

La Suprema Corte ha quindi escluso che questa nuova lettura scientifica potesse scalfire l’impianto probatorio consolidato. La richiesta di revisione è stata respinta in via definitiva, chiudendo ogni spazio per un nuovo giudizio sul ruolo attribuito a Vanni, morto nel 2009.