Jonny Pescaglini dopo MasterChef: eliminazione alla griglia, identità in cucina e sogni futuri
Jonny Pescaglini racconta senza filtri l’esperienza a MasterChef Italia, l’eliminazione per la grigliata giudicata cruda, il rapporto con i giudici, la cucina come identità e i progetti futuri tra bistrot e mixology.
«Rivedersi in televisione fa tremare, sul serio». Jonny Pescaglini ha 25 anni, viene da Lucca e racconta così l’impatto di MasterChef Italia, il programma che lo ha reso uno dei volti più riconoscibili dell’edizione. L’emozione più grande, dice, è stata accorgersi di non aver mai recitato un ruolo.
Il suo percorso si è fermato giovedì 5 febbraio 2026, durante l’Invention Test. In gara una grigliata di manzo e astice. Un dettaglio nella cottura ha convinto i giudici a fermarlo lì. «È stato tutto intensissimo. Ho ringraziato gli chef e i compagni, poi sono scoppiato a piangere. Ma non lo vivo come una fine», racconta.
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Guardandosi indietro, Jonny parla soprattutto di consapevolezza. «In cucina è uscita tutta la mia sensibilità. Quello che avete visto ero io, senza filtri». Tra le prove più care resta l’insalata liquida che gli ha regalato una vittoria, ma anche una marinatura costruita su spezie e profumi che sente molto sua.
Il rapporto con i giudici è stato diretto. Con Bruno Barbieri dice di aver trovato subito sintonia. Di Antonino Cannavacciuolo apprezza la schiettezza, sia nei complimenti che nelle critiche. Giorgio Locatelli lo definisce con un sorriso «il principe». Un equilibrio che, secondo lui, ha dato forza alla Masterclass.
La prova più discussa resta quella della carne. «Non pensavo fosse così cruda. L’osso segnava 52 gradi, da noi è normale mangiarla così». Ammette però altri limiti, come un’affumicatura poco spinta. Nonostante tutto, la bistecca resta il suo simbolo. «Mi rappresenta. È il mio piatto». Tra gli ingredienti che non mancano mai cita il timo.
Il futuro lo immagina senza scatti improvvisi. L’idea è far convivere la cucina con il lavoro da barman e, un giorno, aprire un bistrot. «Ora sarebbe un salto nel vuoto. Non siamo professionisti, serve crescere». Tra le esperienze più formative ricorda l’incontro con la chef Jessica Rosval e la convivenza forzata, che ha creato legami autentici.
Fuori dalla cucina Jonny è estroverso, camicie colorate e sorriso facile. È fidanzato con Valentina, ma sul primo bacio ride: «È stato con la sorella della mia attuale ragazza, avevo undici anni». Sui social è più critico: «A volte spegnerei tutto». Preferisce il fuoco della griglia, l’odore della carne e una cucina vissuta giorno per giorno.