Temptation Island, poliziotto licenziato dopo il reality: il caso e il ritorno in servizio

Un ex protagonista di Temptation Island è finito al centro di un caso disciplinare: la Polizia di Stato lo ha licenziato per la partecipazione al programma senza permesso, ma una sentenza amministrativa ha poi ribaltato la decisione.

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La partecipazione a un reality televisivo si è trasformata in un problema disciplinare per un assistente capo coordinatore della Polizia di Stato. L’uomo aveva preso parte, insieme alla compagna, all’edizione estiva 2024 di Temptation Island senza chiedere l’autorizzazione prevista dai regolamenti interni.

La vicenda è arrivata ai vertici della Polizia. Il capo della Polizia, Vittorio Pisani, ha firmato il provvedimento di licenziamento ritenendo incompatibile la presenza in un programma televisivo con il ruolo ricoperto dall’agente, soprattutto in assenza di un via libera formale.

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La decisione ha avuto effetti immediati, con l’allontanamento dal servizio. Il caso, emerso pubblicamente nelle settimane successive alla messa in onda del docu-reality di Canale 5, ha acceso discussioni sui limiti imposti ai dipendenti pubblici rispetto all’esposizione mediatica.

La storia però non si è chiusa con il licenziamento. L’ex agente ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale, contestando la legittimità del provvedimento e chiedendo il reintegro.

Il TAR gli ha dato ragione, annullando la sanzione disciplinare. Con la sentenza è arrivata la riammissione in servizio, che ha ribaltato l’esito iniziale della vicenda e riaperto il confronto sulle regole che disciplinano la partecipazione dei poliziotti a programmi televisivi.