Salto con gli sci, federazione smentisce il presunto doping con iniezioni intime
Una voce bizzarra scuote il salto con gli sci alle Olimpiadi 2026, ma le federazioni parlano di dicerie senza prove mentre restano attivi controlli rigidi su tute e atleti.
Alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 circola una storia singolare: atleti del salto con gli sci avrebbero usato iniezioni di acido ialuronico nelle parti intime per alterare le misure delle tute da gara.
L’ipotesi, rimbalzata online in poche ore, sostiene che un aumento temporaneo del volume nella zona inguinale avrebbe consentito più spazio nel tessuto, creando una forma capace di offrire maggiore portanza in volo.
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Dalla federazione internazionale arriva però una smentita netta. Bruno Sassi, responsabile comunicazione della International Ski and Snowboard Federation, parla di voci nate da semplici racconti senza riscontri concreti.
Anche l’agenzia mondiale antidoping, la World Anti-Doping Agency, non segnala casi simili. Il direttore generale Oliver Niggli ha dichiarato di non aver ricevuto elementi su pratiche di questo tipo, pur ribadendo che ogni segnalazione verrebbe verificata.
Le regole sull’equipaggiamento restano comunque severe. La federazione ricorda che esistono procedure dettagliate per impedire modifiche alle tute che possano influire sulle prestazioni in gara.
I controlli includono scansioni del corpo, microchip integrati nei materiali e ispezioni prima e dopo i salti. Le verifiche sono diventate ancora più stringenti dopo precedenti irregolarità legate a tute troppo larghe emerse nelle competizioni nordiche del 2025.
Al momento, quindi, non risultano prove di pratiche illecite legate a iniezioni o alterazioni fisiche, mentre restano in vigore i protocolli tecnici su materiali e abbigliamento da gara.