Alessandro Venier ucciso e smembrato a Gemona, la compagna Maylin ricoverata in gravi condizioni
La donna accusata dell’omicidio di Alessandro Venier è stata ricoverata in condizioni critiche. La trentenne è detenuta a Venezia per l’uccisione del compagno avvenuta a Gemona, mentre la figlia resta in una struttura protetta.
Maylin Castro Monsalvo, 30 anni, è stata trasferita d’urgenza in ospedale. La donna, di origine colombiana, è accusata di aver ucciso il compagno Alessandro Venier, 35 anni, insieme alla madre di lui, Lorena Venier. I fatti risalgono allo scorso luglio e si sono consumati nella villetta di famiglia a Gemona, in provincia di Udine.
Le condizioni di salute della donna sono considerate molto serie. A confermarlo è stata la sua legale, l’avvocata Federica Tosel, che ha chiesto il massimo riserbo. La difesa ha raggiunto la detenuta in ospedale e si è attivata per informare i familiari in Colombia, valutando le modalità per garantirle assistenza.
Secondo gli accertamenti, l’uomo sarebbe morto per soffocamento e per un’overdose di farmaci. Dopo il decesso, il corpo sarebbe stato fatto a pezzi dalla madre, con l’aiuto della nuora. La ricostruzione emerge dalle perizie disposte nell’ambito dell’inchiesta.
Maylin Castro Monsalvo è detenuta dall’agosto scorso nel carcere femminile per madri detenute di Venezia. La figlia avuta con Venier, che ha appena compiuto un anno, resta affidata a una struttura protetta. La procedura per un eventuale affidamento ai parenti materni, residenti in Colombia, non è ancora conclusa.