Video intimi rubati in hotel, microcamere nascoste e dirette online: il racconto di una coppia finita in rete
Una coppia scopre online un video intimo girato di nascosto in hotel. Dietro la diffusione, una rete criminale che installa microcamere nelle stanze e vende accessi a dirette e archivi. Guadagni alti, controlli aggirati, vittime senza tutela.
Eric stava scorrendo il telefono quando ha riconosciuto la stanza, le valigie sul pavimento e poi se stesso con la fidanzata. Il filmato circolava su un canale a pagamento: un video sessuale registrato senza consenso durante un soggiorno in hotel a Shenzhen, tre settimane prima.
Una microcamera era stata occultata nel sistema di ventilazione. Invisibile a occhio nudo, ha ripreso l’intera notte e il contenuto è finito in una diretta seguita da migliaia di utenti. Il video, lungo circa un’ora, è stato poi caricato e condiviso in gruppi privati.
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Eric ha raccontato la vicenda alla BBC. Per anni aveva guardato proprio quel tipo di filmati, convinto che mostrassero scene “vere”. Solo dopo si è reso conto che dietro c’erano persone riprese di nascosto, come è accaduto a lui e a Emily.
La scoperta ha cambiato la loro vita. Lei teme di essere riconosciuta da colleghi o parenti, lui controlla ancora quei canali per verificare se il video riappare. Hanno smesso di dormire in hotel e in pubblico cercano di non attirare l’attenzione.
Dietro i filmati non ci sono singoli curiosi ma gruppi organizzati. L’inchiesta parla di reti che collegano centinaia di telecamere spia direttamente agli impianti elettrici delle strutture. I dispositivi si attivano quando l’ospite inserisce la tessera per entrare in stanza.
Il sistema frutta soldi. Con abbonamenti da circa 450 yuan al mese, gli iscritti accedono a livestreaming e archivi con migliaia di clip. Un singolo gestore può incassare oltre 163.000 yuan in meno di un anno.
Quando una telecamera viene trovata, ne viene attivata un’altra in poche ore in un hotel diverso. I responsabili si vantano della rapidità nelle chat interne. Le segnalazioni spesso non portano alla rimozione immediata dei contenuti e per le vittime resta difficile ottenere tutela.