Caso Sangiuliano, chiuse le indagini sull'audio privato: verso il processo per Boccia

La Procura di Roma ha chiuso le indagini sulla diffusione di un audio privato che coinvolge l’ex ministro Gennaro Sangiuliano. Per Maria Rosaria Boccia e un giornalista si profila l’ipotesi di processo.

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La Procura di Roma ha concluso l’inchiesta sulla diffusione di una registrazione privata che riguarda una conversazione tra Gennaro Sangiuliano e la moglie. Per Maria Rosaria Boccia e un giornalista l’ipotesi è quella di un rinvio a giudizio per interferenze illecite nella vita privata.

Secondo l’accusa, la registrazione sarebbe stata pubblicata sui social Facebook e Instagram e sul sito della testata Anteprima 24. I fatti risalgono allo scorso agosto e hanno portato alla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, il cosiddetto 415 bis.

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L’inchiesta è stata avviata dopo un esposto presentato dall’ex ministro. Nei mesi scorsi il gip di Roma aveva già disposto il sequestro preventivo del file audio, poi eseguito dai carabinieri del nucleo investigativo.

Per i magistrati, Boccia avrebbe ottenuto il file in modo illecito, costringendo Sangiuliano a mantenere aperta una telefonata mentre parlava con la moglie, con la minaccia di recarsi nella loro abitazione. La diffusione sarebbe avvenuta in concorso con il giornalista Carlo Tarallo.

Le indagini sono state condotte dalle pm Barbara Trotta e Giulia Guccione, con il coordinamento del procuratore aggiunto Giuseppe Cascini. Nel procedimento risultano parti offese sia Sangiuliano sia la moglie.

Per Boccia è già fissata un’udienza preliminare il 9 febbraio nell’ambito di un altro procedimento, sempre nato dall’esposto dell’ex ministro. In quel fascicolo le contestazioni vanno dallo stalking aggravato alle lesioni, fino alla diffamazione e a presunte false dichiarazioni nel curriculum legate all’organizzazione di eventi.