La gioia, Valeria Golino protagonista nel film ispirato al caso Gloria Rosboch
Un film che parte da un fatto di cronaca per raccontare fragilità, solitudini e fraintendimenti emotivi. Valeria Golino è una professoressa coinvolta in un legame pericoloso con un giovane ex studente, tra desiderio e inganno.
Una storia che affonda le radici in un fatto reale, ma sceglie una strada diversa dalla ricostruzione. La gioia, nelle sale dal 12 febbraio, prende spunto dall’omicidio di Gloria Rosboch per costruire un racconto autonomo, centrato sulle crepe emotive dei personaggi e sulla loro incapacità di leggere i sentimenti.
Dopo l’esordio al lungometraggio con “Fortuna”, Nicolangelo Gelormini torna al cinema partendo ancora dalla cronaca. Questa volta lo fa adattando una sceneggiatura premiata al Solinas nel 2021, derivata dall’opera teatrale “Se non sporca il mio pavimento”. L’obiettivo non è il sensazionalismo, ma la verosimiglianza di un errore umano che prende forma giorno dopo giorno.
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Al centro del film c’è Gioia, interpretata da Valeria Golino, insegnante di francese che ha sempre vissuto ai margini delle relazioni affettive. La sua vita cambia quando entra in contatto con Alessio, ex studente molto più giovane, interpretato da Saul Nanni. Tra i due nasce un rapporto ambiguo, segnato dal bisogno di riscatto sociale del ragazzo e da una lettura distorta delle intenzioni reciproche.
Gelormini ha lavorato per rendere credibile lo scarto emotivo che porta Gioia a fraintendere le mire di Alessio. Il film insiste sulla mancanza di strumenti sentimentali, su quell’analfabetismo emotivo che accomuna tutti i personaggi e li spinge a proiettare sugli altri ciò che manca a se stessi.
Per Valeria Golino la costruzione del personaggio è stata un processo lungo e minuzioso. Trucco, costumi, parrucco e il lavoro sull’accento piemontese hanno contribuito a dare corpo a una figura quasi invisibile, una donna colta che non ha mai imparato a essere vista e riconosciuta.
Saul Nanni ha affrontato il ruolo partendo da un principio di rispetto verso la vicenda reale. Il suo Alessio è un ragazzo spinto dal vuoto e dalla paura, incapace di comprendere davvero cosa desideri. L’incontro con Gioia diventa per lui un’occasione rara, percepita come un dono che non riesce a trattenere.
Nel cast c’è anche Jasmine Trinca, in un ruolo inedito: la madre di Alessio. Una figura autoritaria ma fragile, priva di autorevolezza e distante emotivamente, che riflette una società incapace di educare all’amore e all’ascolto. Un personaggio duro, dichiaratamente lontano dalla visione del mondo dell’attrice.