Cesare Castellotti morto a Torino, storico volto Rai di 90° Minuto aveva 86 anni
È morto a Torino Cesare Castellotti, storico giornalista Rai e volto delle domeniche calcistiche in tv. Aveva 86 anni e per decenni ha raccontato Juventus e Torino con uno stile sobrio che ha segnato un’epoca del racconto sportivo.
Il giornalismo sportivo italiano perde uno dei suoi riferimenti: Cesare Castellotti si è spento a Torino a 86 anni. Per oltre vent’anni è stato la voce e il volto dei collegamenti piemontesi nelle domeniche di campionato, raccontando Juventus e Torino con tono misurato e attenzione ai fatti.
Nato il 12 settembre 1939 nel capoluogo piemontese, aveva iniziato a lavorare in Rai all’inizio degli anni Sessanta. La sua attività si è sviluppata soprattutto nella redazione torinese, tra Telegiornale del Canale nazionale, Tg1 e TgR Piemonte, dove ha seguito non solo il calcio ma anche basket, pallavolo e cronaca industriale legata alla Fiat.
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Per milioni di telespettatori resta il volto dei collegamenti da Torino di 90° Minuto, il programma che la domenica pomeriggio mostrava gol e immagini del campionato quando tutte le partite si giocavano alle 15. Per anni è stato il corrispondente fisso dagli stadi delle due squadre cittadine.
I tifosi granata lo ricordano soprattutto per il 16 maggio 1976, giorno dell’ultimo scudetto del Torino. Quella sera, alla Domenica Sportiva, intervistò sul prato del Comunale i protagonisti della stagione tricolore, dal presidente Orfeo Pianelli ai giocatori simbolo di quella squadra.
Nel corso della carriera ha seguito per la Rai cinque Mondiali di calcio e sei edizioni dei Giochi olimpici. È stato anche conduttore di Piemonte Sport su Rai 3 e nel 1975 ha ricevuto il Premio Saint Vincent per il giornalismo, consegnato dall’allora presidente della Repubblica Giovanni Leone.
Lasciata la Rai nel 1999 per il pensionamento, ha continuato a occuparsi di informazione come direttore de Il Dossier, testata online dedicata al settore autoveicoli. È rimasto attivo anche nella Federazione nazionale della stampa fino al 2006.
Nella sua carriera ha intervistato alcuni tra i nomi più importanti del calcio italiano e internazionale, mantenendo sempre uno stile diretto e rispettoso. Tra i primi ricordi pubblici, quello del collega Carlo Nesti, che ne ha richiamato il ruolo di capo-servizio del nucleo sportivo Rai di Torino e la grande passione per il golf e per il Brasile.