A Sandringham nuova umiliazione per il principe Andrea: il personale si rifiuta di servirlo
Il principe Andrea lascia in fretta la Royal Lodge e affronta nuove restrizioni a Sandringham, tra permessi obbligatori, trasferimenti forzati e il rifiuto del personale di assisterlo mentre riemerge il caso Epstein.
Il principe Andrea ha dovuto abbandonare in fretta la Royal Lodge, nel parco di Windsor, lasciando molti effetti personali. Per rientrare e recuperarli dovrà presentare una richiesta formale e fissare un appuntamento, senza accessi liberi alla residenza che ha appena lasciato.
La decisione è maturata dopo la diffusione di nuovi documenti legati al caso Epstein, che hanno riportato sotto i riflettori il coinvolgimento dell’ex duca di York e dell’ex moglie Sarah Ferguson. La pressione del sovrano è diventata immediata e non più sostenibile.
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Il re non avrebbe gradito le immagini di Andrea a cavallo a Windsor, intento a salutare i passanti mentre lo scandalo tornava a crescere. Da qui l’ordine di lasciare la tenuta e di ridurre al minimo ogni esposizione pubblica.
Nel frattempo Andrea si è trasferito a Wood Farm, il cottage nella tenuta di Sandringham dove il principe Filippo ha vissuto gli ultimi anni prima della morte, avvenuta nell’aprile 2021 all’età di 99 anni.
Il soggiorno è però temporaneo. Secondo fonti vicine alla famiglia reale, serviranno almeno due mesi prima del trasferimento a Marsh Farm, una casa con quattro camere sempre nel Norfolk.
Proprio a Sandringham si è consumato un ulteriore episodio. Parte del personale della tenuta ha scelto di non assistere Andrea. Ai dipendenti sarebbe stato concesso di rifiutare il servizio qualora non si sentissero a proprio agio nel lavorare con lui.
La reazione è stata immediata: diverse persone avrebbero già declinato l’incarico. Un segnale netto dell’isolamento che circonda ormai il fratello del re, considerato un paria all’interno della stessa struttura reale.