Emma Watson, Harry Potter e il dolore familiare nascosto dietro il set

Emma Watson racconta il periodo più fragile della sua infanzia, vissuto mentre girava Harry Potter. Il divorzio dei genitori e il set come rifugio quotidiano per allontanare il dolore.

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Oggi ha 35 anni, ma per milioni di spettatori resta la bambina che interpretava Hermione Granger nella saga di Harry Potter. Durante le riprese, però, Emma Watson stava attraversando una fase personale complessa, segnata dalla separazione dei genitori.

L’attrice ha raccontato che il divorzio arrivò mentre era ancora molto piccola. Una situazione che la costrinse a dividere la sua vita tra due case, passando una settimana con la madre e una con il padre. Un equilibrio difficile da gestire, soprattutto a quell’età.

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Le differenze tra i due ambienti familiari erano nette. Ogni casa aveva regole, abitudini e aspettative diverse. Watson ha spiegato che questo continuo adattamento le dava la sensazione di dover essere ogni volta una persona leggermente diversa.

In quel contesto, il lavoro sul set diventò uno spazio protetto. La recitazione le permetteva di concentrarsi su qualcosa di stabile, con orari, ruoli chiari e una routine che mancava nella vita privata.

Interpretare Hermione non era solo un impegno professionale, ma anche un modo per allontanarsi emotivamente da ciò che stava vivendo fuori dalle riprese. Il cinema, in quegli anni, ha funzionato come una valvola di sfogo silenziosa.

Watson ha spiegato che crescere tra due sistemi di valori diversi ha influenzato anche il suo rapporto con il lavoro artistico. L’esperienza vissuta da bambina ha lasciato un segno profondo nel modo in cui ha imparato a muoversi tra realtà e finzione.