Crans-Montana, lettera dei Moretti ai dipendenti: Silenzio imposto e accuse false. Non vi lasceremo soli
Una lettera inviata ai dipendenti del bar di Crans-Montana segna il primo intervento pubblico dei proprietari dopo l’incendio di Capodanno. I Moretti parlano di silenzio imposto, respingono le accuse e promettono sostegno al personale.
Jacques e Jessica Moretti hanno scritto al personale del bar Le Constellation con una lettera di due pagine, firmata da entrambi e indirizzata a tutto il team. Il messaggio è stato inviato mercoledì ed è il primo intervento diretto della coppia dopo l’incendio di Capodanno che ha causato tre vittime.
I titolari spiegano di aver taciuto fino ad ora perché vincolati dalle indagini. Parlano di un silenzio forzato e doloroso, che non rifletteva la vicinanza che avrebbero voluto mostrare subito ai dipendenti colpiti dalla tragedia.
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Nella lettera ricordano i tre lavoratori morti nel rogo: Cyane, cameriera del locale, Stephan, addetto alla sicurezza, e Mateo, il DJ. Scrivono di condividere il dolore per le perdite e di sentirsi parte dello stesso dramma che ha travolto il locale dall’inizio dell’anno.
Un passaggio è dedicato alle accuse emerse nei giorni successivi all’incendio. I Moretti fanno riferimento ai sospetti di collusione e alla possibilità che prove siano state fatte sparire, ipotesi che, precisano, non è stata accolta dalla procura del Vallese. La detenzione preventiva di Jacques Moretti è stata motivata dal rischio di fuga, non da altri elementi.
I proprietari affrontano anche il tema della sicurezza del bar, dopo le dichiarazioni di alcuni dipendenti che li hanno accusati di non aver dato priorità alle misure di prevenzione. Nella lettera il tono cambia rispetto alle affermazioni rilasciate in tribunale: “La responsabilità è nostra”, scrivono, chiarendo di non voler attribuire colpe al personale.
Un altro punto riguarda le notizie diffuse dai media. I Moretti parlano di informazioni false e citano in particolare l’accusa secondo cui Jessica sarebbe fuggita dal locale con la cassa durante l’incendio. La donna ribadisce di non aver mai preso denaro e di essere rimasta sul posto cercando di aiutare.
La coppia assicura collaborazione totale con gli inquirenti e dice di confidare che l’indagine chiarisca quanto accaduto. Nelle ultime righe affronta la questione degli stipendi: i pagamenti, spiegano, sono stati effettuati il 6 gennaio 2026, ma i conti risultano ora bloccati.
I Moretti sostengono di aver chiesto alla procura uno sblocco parziale dei fondi per saldare le somme dovute e invitano chi non ha ancora ricevuto lo stipendio a contattare i loro legali. Chiudono il messaggio promettendo di restare al fianco dei dipendenti.