Morto a 95 anni Corrado Carnevale, il giudice della Cassazione soprannominato ammazzasentenze

È morto a Roma Corrado Carnevale, ex presidente della prima sezione penale della Cassazione. Aveva 95 anni. La sua carriera è stata segnata da centinaia di annullamenti e da uno scontro durissimo con l’antimafia.

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Corrado Carnevale è morto a Roma all’età di 95 anni. Nato a Licata nel maggio del 1930, aveva guidato per anni la prima sezione penale della Corte di Cassazione, diventando una figura centrale e divisiva della giustizia italiana.

Il suo nome è rimasto legato a una lunga serie di sentenze annullate, che gli valsero il soprannome di ammazzasentenze. Un’etichetta che ha sempre respinto, sostenendo una visione rigorosa e garantista del diritto, fondata sul rispetto formale delle regole processuali.

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Tra la metà degli anni Ottanta e i primi Novanta, il collegio da lui presieduto intervenne su circa cinquecento decisioni, annullandole o rinviandole a nuovo giudizio. I provvedimenti riguardavano processi di mafia, terrorismo e criminalità organizzata, in una fase segnata da violenze e grandi inchieste giudiziarie.

Gli annullamenti non riguardavano quasi mai il merito, ma vizi procedurali, carenze di motivazione o errori nella valutazione delle prove. Proprio questa impostazione produsse gli effetti più discussi: furono cancellati ergastoli per l’omicidio del giudice Rocco Chinnici, annullate condanne per la strage dell’Italicus e rimesse in discussione parti cruciali dell’inchiesta Pizza Connection.

Decine di sentenze contro la banda della Magliana vennero azzerate, così come provvedimenti cautelari e condanne nei confronti di esponenti di camorra e ’ndrangheta. In più occasioni furono revocati arresti o cancellati ergastoli per boss di primo piano, alimentando polemiche e tensioni istituzionali.

Carnevale mise in discussione anche l’idea di una struttura unitaria di Cosa nostra. Nei suoi atti negò valore probatorio alla Commissione interprovinciale e sollevò dubbi sull’attendibilità di Tommaso Buscetta, sostenendo che la mafia fosse composta da gruppi autonomi e non da un’unica organizzazione verticistica.

Questa impostazione lo portò a uno scontro diretto con il pool antimafia di Palermo e con Giovanni Falcone, in un confronto che segnò profondamente quella stagione giudiziaria.

Coinvolto in un’inchiesta per concorso esterno in associazione mafiosa, Carnevale venne poi assolto. Dal 1993 al 2007 rimase sospeso dal servizio, prima di rientrare in Cassazione e andare in pensione nel 2013.

I funerali si terranno venerdì alle 15 nella chiesa di Cristo Re, in viale Mazzini. Con la sua scomparsa si chiude una delle vicende più controverse e discusse della storia giudiziaria repubblicana.