Proteine e dieta dopo i 50 anni: tre alimenti chiave per difendere i muscoli
Con l’età la massa muscolare tende a ridursi, incidendo su forza e autonomia. Alimentazione e movimento diventano leve decisive, soprattutto dopo i 50 anni, quando il fabbisogno proteico cambia e va adattato per sostenere muscoli e ossa.
Con il passare degli anni il corpo modifica lentamente il proprio equilibrio. Tra i cambiamenti più comuni c’è la perdita graduale di massa e forza muscolare, conosciuta come sarcopenia. Il fenomeno può iniziare già in età adulta e tende ad accelerare dopo i 50 anni, con effetti concreti su equilibrio, mobilità e indipendenza quotidiana.
Alla base di questo processo ci sono più fattori. L’attività fisica spesso diminuisce, il quadro ormonale cambia e l’organismo utilizza meno efficacemente le proteine introdotte con l’alimentazione. Il risultato è un apporto proteico insufficiente rispetto ai reali bisogni, con un aumento del rischio di fragilità fisica.
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Secondo la nutrizionista Marily Oppezzo, responsabile dell’area nutrizione dello Stanford Lifestyle Medicine, le proteine restano un elemento centrale per il corretto funzionamento dell’organismo. L’assunzione quotidiana deve essere adeguata per garantire i nutrienti necessari a mantenere tessuti e funzioni vitali.
Dopo i 50 anni, le quantità consigliate superano la soglia minima di 0,8 grammi per chilo di peso corporeo, indicata solo per evitare carenze. Le ricerche più recenti suggeriscono valori compresi tra 1,0 e 1,2 g/kg al giorno, con possibilità di arrivare a 1,5 g/kg in presenza di attività di forza regolare, per sostenere meglio muscoli e prestazioni fisiche.
Tra gli alimenti più pratici ci sono yogurt naturale o greco, fiocchi di latte e ricotta. Oltre a fornire proteine di buona qualità, apportano calcio utile alla salute delle ossa. Le versioni magre permettono di limitare i grassi saturi senza rinunciare al valore nutrizionale.
Le uova intere rappresentano un’altra fonte efficace. Contengono proteine complete, con tutti gli amminoacidi essenziali, e diversi micronutrienti. Le attuali evidenze scientifiche indicano che un consumo moderato non comporta rischi significativi per la maggior parte delle persone.
Sardine, tonno e sgombro in scatola offrono proteine e acidi grassi omega-3, utili per cuore e cervello. Sono facili da inserire in pasti veloci, anche se il contenuto di sodio suggerisce di alternarli al pesce fresco.
Anche senza prodotti animali è possibile coprire il fabbisogno. Legumi e cereali, se consumati nel corso della giornata, forniscono un profilo amminoacidico completo. Soia, fagioli, lenticchie, ceci e piselli restano tra le opzioni vegetali più ricche.
Per chi fatica a raggiungere i quantitativi necessari solo con il cibo, esistono proteine vegetali isolate e frullati a base di pisello, soia o riso, utili in caso di scarso appetito o necessità specifiche.
Le proteine non intervengono solo sulla muscolatura. Partecipano alla riparazione dei tessuti, al funzionamento del sistema immunitario, alla produzione di ormoni ed enzimi e al mantenimento del metabolismo.
Un apporto proteico adeguato dopo i 50 anni, affiancato a esercizi di resistenza, contribuisce a preservare forza e funzionalità fisica nel tempo.