Pacchetto sicurezza, rinvio del Cdm e confronto con il Colle su scudo penale e fermo preventivo
Il pacchetto sicurezza arriva alla stretta finale dopo giorni di confronti politici e tecnici. Sul tavolo restano nodi delicati, con il Quirinale impegnato a valutare le norme più sensibili e il governo al lavoro su ultime correzioni.
Il percorso del pacchetto sicurezza entra nella fase decisiva, ma non senza attriti. Il Consiglio dei ministri, inizialmente previsto in giornata, è stato spostato a domani pomeriggio, 5 febbraio. La motivazione ufficiale riguarda l’intervento del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in Senato sui fatti di Torino, ma il rinvio riflette anche la necessità di ulteriori limature al testo.
Le ultime ore sono state segnate da un confronto serrato all’interno della maggioranza. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha fatto il punto sulle misure ancora aperte in un incontro con il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, confermato da fonti del partito. Il baricentro della trattativa resta dunque interno al governo.
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Parallelamente continua il dialogo con il Quirinale. In mattinata il sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano è stato ricevuto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Al centro del colloquio, le disposizioni più delicate del pacchetto, già oggetto di correzioni e alla base del rinvio tecnico del Cdm.
L’impianto complessivo prevede due provvedimenti distinti: un decreto-legge per le misure considerate urgenti e un disegno di legge destinato a un iter parlamentare più lungo. Nel decreto dovrebbero confluire gli interventi immediatamente operativi su ordine pubblico e sicurezza urbana.
Tra questi figurano il fermo preventivo in occasione di manifestazioni ritenute a rischio, la stretta sulla vendita di armi bianche ai minori e lo scudo penale per gli operatori delle forze dell’ordine. Quest’ultimo sarebbe esteso anche ad altre categorie professionali, come medici e giornalisti, attraverso un ampliamento della legittima difesa.
Proprio sullo scudo penale restano però le principali perplessità del Colle, legate al rischio di introdurre un trattamento differenziato per alcune categorie, lasciando esclusa la generalità dei cittadini nei casi di legittima difesa. Nel decreto sono inoltre previste misure come il rafforzamento delle zone rosse urbane, l’estensione dei Daspo e l’introduzione di un nuovo illecito per chi si sottrae all’alt della polizia in modo pericoloso.
Restano invece fuori dal decreto le disposizioni più controverse. È stata accantonata la proposta di una cauzione per le manifestazioni, sostenuta dalla Lega ma osteggiata dagli altri partiti della maggioranza e giudicata problematica sul piano costituzionale. Salvini ha ammesso che la misura non rientra nei requisiti di necessità e urgenza, rinviandola a un secondo momento.
Il disegno di legge dovrebbe raccogliere gli interventi di carattere strutturale: inasprimento delle pene per alcuni reati contro il patrimonio, norme sulla criminalità giovanile e sulla responsabilità dei genitori dei minori coinvolti in reati. Un capitolo a parte riguarda l’immigrazione, terreno sul quale si concentrano ulteriori rilievi del Quirinale.
In particolare, sulle espulsioni sarebbero state chieste garanzie più solide sul diritto di impugnare i provvedimenti. Anche il fermo preventivo è sotto osservazione: i tecnici del Colle hanno sollevato dubbi sia sulla durata del trattenimento, fissata in 12 ore, sia sulla necessità di criteri più precisi per definire la pericolosità.
Secondo fonti di governo, il confronto con il Quirinale viene definito costruttivo e non si esclude che il capitolo migranti possa essere ulteriormente separato, con la presentazione di un disegno di legge ad hoc. «Abbiamo fatto un lavoro molto ragionevole ed equilibrato», ha dichiarato Piantedosi lasciando il Senato, lasciando intendere che eventuali rilievi verranno recepiti.
Il pacchetto sicurezza arriva così all’appuntamento con il Consiglio dei ministri dopo una gestazione più complessa del previsto, segnata da aggiustamenti continui e da un equilibrio ancora da definire.