Telepass aggirato ai caselli, viaggi gratis per migliaia di euro: assolto un 35enne moldavo

Un automobilista straniero ha attraversato per mesi i caselli autostradali senza pagare sfruttando le corsie Telepass. Portato a processo per truffa aggravata, è stato assolto per mancanza di prove sulla sua identità alla guida.

telepass aggirato

Per settimane ha percorso l’autostrada avanti e indietro senza versare un euro di pedaggio, passando regolarmente dalle corsie Telepass pur senza avere alcun dispositivo attivo. Una condotta che gli è costata un processo, ma non una condanna. Il tribunale di Pesaro ha assolto un 35enne moldavo accusato di truffa aggravata.

Secondo le contestazioni, l’uomo avrebbe effettuato almeno 18 passaggi irregolari in un solo mese, per un importo superiore ai mille euro. I viaggi si concentravano lungo la costa adriatica e seguivano sempre lo stesso schema, semplice quanto efficace.

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Il metodo consisteva nell’accodarsi a un’auto dotata di Telepass, sfruttando il tempo necessario alla sbarra per tornare in posizione. Un attimo di ritardo nella chiusura e il varco restava libero anche per il veicolo che seguiva, consentendo il passaggio senza pagamento.

La vicenda giudiziaria, però, non si fermava a quei pochi episodi. In altri procedimenti analoghi, sempre legati a transiti autostradali non pagati, il totale dei pedaggi contestati arrivava a circa 14 mila euro. In tutti i casi, le immagini dei caselli mostravano solo la targa e l’auto, non il volto del conducente.

Il mezzo utilizzato aveva targa lituana ma risultava intestato a un cittadino romeno residente a Bucarest. Al moldavo era stata attribuita la guida dell’auto dopo un controllo, ma durante il dibattimento non sono emersi elementi certi per dimostrare che fosse lui al volante in occasione dei passaggi contestati.

La difesa ha puntato proprio su questo punto, sostenendo l’assenza di prove dirette sull’identità del conducente. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a sette mesi, mentre la società autostradale si è costituita parte civile per recuperare i pedaggi non versati.

Il giudice ha ritenuto insufficienti gli elementi per configurare il reato e ha pronunciato l’assoluzione. L’imputato, irreperibile da mesi e senza più contatti con il legale dall’ottobre 2024, potrebbe non essere nemmeno a conoscenza dell’esito del processo.