Multa da quasi 29mila euro a un rider su monopattino elettrico: senza patente, casco e assicurazione

Nel pieno della pandemia, un controllo stradale a Padova ha trasformato una consegna a domicilio in un debito da quasi 29 mila euro. Un rider su monopattino elettrico si è ritrovato senza lavoro e con una causa aperta.

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Una consegna serale nel centro di Padova si è conclusa con una raffica di verbali. Era una domenica di settembre 2020, nel pieno dell’emergenza Covid. Un rider di 33 anni stava portando una cena in zona Duomo, muovendosi su un monopattino elettrico con sedile.

Il mezzo è stato fermato dalla Polizia Locale per un controllo di routine. La presenza del sedile ha cambiato tutto: secondo il codice, quel monopattino veniva assimilato a uno scooter. Da qui le contestazioni immediate per assenza di patente, casco e assicurazione, oltre alla mancanza dei documenti di identità.

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In pochi minuti sono scattate quattro sanzioni distinte. All’epoca il rider non ha pagato. Quelle multe, inizialmente già pesanti, sono cresciute nel tempo a causa delle maggiorazioni semestrali previste per i mancati versamenti.

Lo scorso dicembre è arrivata l’ingiunzione: una richiesta di pagamento che sfiora i 29 mila euro. Una cifra fuori scala per chi oggi lavora come operaio in un’azienda meccanica, con uno stipendio intorno ai 1.500 euro mensili.

Alle spese ordinarie si sommano un mutuo, un finanziamento per l’auto e il mantenimento di un figlio minorenne. Il debito accumulato rende impossibile qualsiasi piano di rientro.

La vicenda finirà davanti a un giudice il prossimo 12 marzo. La difesa ha presentato opposizione sostenendo che le sanzioni siano ormai prescritte e richiamando l’evidente sproporzione tra reddito e importo richiesto.

Dal lato dell’amministrazione comunale, la linea resta rigida. Le multe non pagate vengono trattate come qualsiasi altro credito pubblico, con l’obbligo di recupero anche a distanza di anni.