Referendum giustizia, Schlein attacca: CasaPound vota Sì. Polemica nel Pd

La presa di posizione di CasaPound sul referendum per la riforma della giustizia accende lo scontro politico. Le parole di Elly Schlein e la reazione interna al Pd aprono una nuova frattura a poche settimane dal voto.

referendum giustizia

La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein interviene sul referendum per la riforma della giustizia dopo l’annuncio di voto favorevole da parte di CasaPound. Ospite di una trasmissione televisiva, Schlein cita una nota del movimento neofascista che invita a votare Sì con lo slogan “falli piangere”. Una presa di posizione che, secondo la leader dem, dice molto su chi sostiene il Sì.

Il voto è in programma il 22 e 23 marzo. Nelle stesse ore, sui canali social del Pd compare un post che invita a votare No. Il messaggio è accompagnato da immagini di un raduno con saluti romani, attribuite a un evento ad Acca Larenzia. La frase che accompagna il video è diretta: “Loro votano Sì”. Il contenuto genera una reazione immediata e accesa.

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Dall’interno del Partito Democratico arrivano critiche nette. L’europarlamentare Pina Picierno definisce la linea comunicativa adottata “gravemente insultante”. In un intervento pubblico spiega di sentirsi colpita e amareggiata da una scelta che assimila al fascismo chi voterà Sì al referendum.

Picierno rivendica il diritto di esprimersi nel merito della consultazione. Ricorda che il referendum non è un voto sul governo e che la Costituzione prevede un confronto libero sui contenuti. Annuncia che voterà Sì, come molti elettori e militanti dem, chiedendo rispetto e la fine delle accuse personali.

Nel suo intervento critica anche il clima della campagna, giudicato eccessivamente polarizzato. Secondo Picierno, il confronto richiama per toni e modalità quello adottato da Fratelli d’Italia, che a sua volta ha attaccato chi sostiene il No. L’appello è a riportare la discussione su basi concrete, evitando semplificazioni e contrapposizioni ideologiche.

Intanto CasaPound conferma il proprio sostegno alla riforma della giustizia. In un comunicato, il movimento afferma che il voto favorevole serve a contrastare quello che definisce un sistema giudiziario legato a logiche di corrente. Nel testo si parla di separazione delle carriere come strumento per rafforzare autonomia e trasparenza della magistratura.

Il documento attacca anche l’Associazione nazionale magistrati, descritta come un soggetto privato con un peso determinante nelle nomine. Vengono citate posizioni critiche emerse nel dibattito pubblico e contestata la campagna per il No, accusata di diffondere informazioni fuorvianti. La chiusura è netta: chi sostiene la riforma è invitato a votare Sì alle urne di marzo.