Askatasuna, Piantedosi oggi in Senato: voto sulla risoluzione e scontro con le opposizioni, Meloni insiste sull'unità

La giornata politica si concentra oggi in Senato sui disordini di Torino. Il governo porta in Aula le comunicazioni del ministro dell’Interno e punta al voto, mentre cresce la tensione con le opposizioni su metodo e contenuti.

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La maggioranza accelera sulla risoluzione che arriva oggi in Senato dopo i fatti di Torino legati al corteo per Askatasuna. Il documento, definito essenziale dai promotori, ruota attorno a due punti: solidarietà alle forze dell’ordine coinvolte negli scontri e condanna netta delle violenze di piazza.

Il centrodestra ha scelto di procedere con le comunicazioni del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, evitando una informativa formale. Una decisione che consente di arrivare al voto in Aula. La scelta è maturata nella conferenza dei capigruppo a Palazzo Madama, nonostante il dissenso delle minoranze.

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I lavori del Senato iniziano alle 9.30 con il voto sul calendario, dopo il mancato accordo tra maggioranza e opposizioni. Le comunicazioni del ministro sono attese tra le 13.30 e le 14, mentre il voto sulle risoluzioni è previsto nel tardo pomeriggio, intorno alle 18.

Le opposizioni contestano duramente l’impostazione scelta dal governo. I toni usati da Piantedosi nell’intervento alla Camera sui disordini di Torino vengono letti come la smentita dell’appello all’unità sulla sicurezza lanciato dalla presidente del Consiglio. La tensione, dopo Montecitorio, si è spostata anche in Senato.

Secondo le minoranze, il centrodestra avrebbe imposto a maggioranza la calendarizzazione delle comunicazioni con voto finale. Un metodo giudicato forzato. Il capogruppo dem Francesco Boccia ha parlato di uso politico della sicurezza e di propaganda costruita su fatti gravi.

In vista del voto, le opposizioni stanno valutando la presentazione di un testo unitario alternativo alla risoluzione della maggioranza, nel tentativo di marcare una distanza sia sul merito sia sulla gestione parlamentare della vicenda.

Nel frattempo Giorgia Meloni è tornata a ribadire la necessità di una risposta compatta. Dopo il vertice sulla sicurezza, la premier ha insistito sull’urgenza di impedire il ripetersi di episodi simili, richiamando anche un problema di clima culturale. Ha espresso solidarietà all’inviata di Rai Tre Bianca Leonardi, aggredita durante il corteo.

La presidente del Consiglio ha chiesto chiarezza e un impegno condiviso nella condanna delle violenze, ricordando di aver rivolto l’appello a tutte le forze politiche, anche durante il confronto parlamentare con il ministro dell’Interno.

Alle parole di Meloni ha replicato la segretaria del Pd Elly Schlein, accusando il governo di usare i disordini di Torino per dividere e per fini politici. La leader dem ha ribadito la condanna di ogni forma di violenza, respingendo l’idea di equiparare l’intera area della protesta a comportamenti violenti.

Schlein ha inoltre criticato il racconto che, a suo avviso, trasforma migliaia di manifestanti in un blocco unico e violento, sostenendo che davanti a episodi di questo tipo le istituzioni dovrebbero evitare lo scontro e cercare una risposta condivisa.