Christian De Sica ironizza sul politicamente scorretto e torna al cinema con una commedia gialla
Christian De Sica torna al cinema con una commedia che mescola giallo e umorismo, tra autoironia, un cast corale e una riflessione sul politicamente scorretto oggi.
«I gialli non li capisco, devo farmeli spiegare da mia moglie. Con la commedia, invece, me la cavo». Christian De Sica si racconta senza filtri nel presentare il nuovo film diretto da Eros Puglielli, Agata Christian – Delitto sulle nevi, in uscita nelle sale dal 5 febbraio.
La pellicola gioca con i codici del giallo classico e li piega alla commedia corale. Il titolo è una dichiarazione d’intenti: un omaggio ironico ai romanzi investigativi inglesi, rielaborati in chiave leggera e contemporanea.
De Sica interpreta Christian Agata, un criminologo celebre, brillante e insopportabilmente vanitoso. Invitato controvoglia per un fine settimana nella villa dei Gulmar, potenti industriali del settore dei giochi da tavolo in Valle d’Aosta, si ritrova coinvolto in un omicidio che lo costringe a indagare.
Attorno a lui ruota un cast numeroso che comprende Lillo, Paolo Calabresi, Giorgio Colangeli, Chiara Francini, Maccio Capatonda, Sara Croce, Alice Pagani, Marco Marzocca, Ilaria Spada, Enzo Paci e Tony Effe. Ognuno porta in scena una variazione sul tema dell’eccentricità.
Lillo, che nel film interpreta uno dei membri della famiglia ospitante, spiega la scelta del genere: «Giallo e umorismo funzionano insieme. Come certi piatti insoliti, sembrano distanti ma stanno bene nello stesso piatto».
Per Tony Effe si tratta di un ritorno al cinema dopo le esperienze da bambino. «Mi sono divertito, anche se è stato un periodo intenso. La mia compagna era incinta e dovevo tenere insieme tutto», racconta. Sul futuro non fa programmi: «Vado a sensazione, magari un giorno un ruolo da cattivo».
Maccio Capatonda appare in una versione volutamente sgradevole. «Ho cercato di tirare fuori il lato peggiore del personaggio, tra parrucca e look improbabile. L’obiettivo era renderlo comicamente ripugnante».
Le figure femminili non restano sullo sfondo. Chiara Francini sottolinea come il film ribalti certi schemi: «Il giallo è un genere profondamente femminile. Qui le donne fanno andare avanti la storia, non sono decorazione».
De Sica affronta anche il tema del politicamente scorretto. «Oggi è più complicato. Se rifacessi certe gag dei film con Neri Parenti, probabilmente finirei nei guai. Però si può essere scorretti con intelligenza, come fa Zalone».