Ucciso Saif al-Islam Gheddafi vicino a Zintan: il profilo del figlio dell'ex leader libico

Saif al-Islam Gheddafi, figlio dell’ex leader libico, è stato ucciso vicino a Zintan durante scontri armati. La notizia arriva da media locali e da fonti a lui vicine, che confermano la morte senza fornire dettagli.

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Secondo quanto riportato da fonti locali, Saif al-Islam Gheddafi è morto nei pressi di Zintan, nel sud-ovest della Libia. I media considerati vicini al suo entourage parlano di scontri armati, ma non chiariscono le circostanze dell’uccisione né i soggetti coinvolti.

Secondogenito di Muammar Gheddafi, aveva 53 anni ed era da tempo una figura centrale, e controversa, della scena politica libica. Per anni indicato come possibile successore del padre, si era costruito un’immagine da riformista e aveva guidato il Comitato per la riconciliazione nazionale, lanciando negli ultimi mesi ripetuti allarmi sul peggioramento della sicurezza nel Paese.

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Laureato in ingegneria, con un dottorato conseguito alla London School of Economics, aveva ricoperto incarichi diplomatici e promosso iniziative filantropiche. Era stato a capo della fondazione caritatevole intitolata al padre e aveva avuto un ruolo nella gestione del fondo sovrano libico negli anni precedenti alla caduta del regime.

Dopo il 2011 la sua posizione era precipitata. La Corte penale internazionale lo aveva incriminato per crimini contro l’umanità legati alla repressione delle proteste popolari. Catturato nel sud della Libia, era rimasto detenuto per quasi sei anni dalle milizie di Zintan ed era stato condannato a morte in contumacia da un tribunale di Tripoli.

Negli anni Duemila era stato uno dei principali interlocutori dell’Occidente. Aveva sostenuto il riavvicinamento diplomatico della Libia, spingendo per l’abbandono del programma nucleare e intervenendo nella liberazione delle infermiere bulgare accusate di aver diffuso l’Hiv. Aveva inoltre negoziato i risarcimenti per le vittime di Lockerbie, dell’attentato al locale di Berlino e dell’abbattimento del volo Uta del 1989.

Dopo un lungo periodo di silenzio, era tornato sulla scena politica in un Paese frammentato e attraversato da tensioni crescenti. Negli ultimi interventi pubblici aveva messo in guardia dal rischio di un nuovo conflitto interno, in un quadro di instabilità che resta irrisolto.