Zuzzurro, il racconto di Gaspare sugli ultimi mesi: 'Ha lottato fino all'ultimo
Gaspare racconta gli ultimi mesi di Andrea Brambilla, tra tournée, diagnosi improvvisa e la scelta di restare in scena fino alla fine, trasformando il lavoro in una forma di resistenza alla malattia.
Nino Formicola, per tutti Gaspare, ha scelto di ricordare Andrea Maria Cipriano Brambilla partendo dal loro legame umano e artistico. «Gli dicevo sempre che da soli valiamo mezzo, insieme per tre», ha spiegato ripercorrendo anni di palcoscenico condiviso con Zuzzurro.
La malattia arrivò all’improvviso. Nell’estate del 2012 Andrea si era sottoposto a controlli che non avevano segnalato nulla. Pochi mesi dopo, a gennaio 2013, mentre il duo era ancora in tournée, la diagnosi cambiò tutto.
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Gaspare ricorda nitidamente quel momento. Aspettava Andrea per andare a lavorare quando ricevette una telefonata dal loro segretario. Il tumore ai polmoni misurava nove centimetri e le prospettive erano durissime. «Gli avevano dato otto mesi di vita», ha raccontato.
Quella sera rimase impressa come una ferita. Gaspare osservava il compagno di scena sapendo che il tempo era ormai contato. Un dolore che, a distanza di anni, descrive come più pesante della perdita stessa.
Nonostante tutto, Andrea non smise mai di pensare al lavoro. Continuò a parlare di progetti, sketch, idee future. Fino a pochi giorni prima della morte discutevano ancora di ciò che avrebbero potuto fare insieme.
Brambilla era consapevole della gravità della situazione, ma conservava la convinzione di poter superare anche quella fase. Poi arrivò una crisi improvvisa e definitiva.
Era stata organizzata anche una conferenza stampa per spiegare pubblicamente quanto stava accadendo. Gaspare vi partecipò da solo: Andrea era ormai in fin di vita. Oggi resta il ricordo di un artista che ha scelto di restare sul palco fino all’ultimo e di un pubblico che, come sottolinea Formicola, non li ha mai dimenticati.