Giappone, nevicate record sulla costa ovest: 30 morti e oltre 300 feriti
Nevicate eccezionali hanno colpito la costa occidentale del Giappone per due settimane, causando decine di vittime, centinaia di feriti e gravi disagi ai trasporti tra Hokkaido e Tohoku.
Il bilancio delle violente nevicate che da due settimane interessano la costa occidentale del Giappone è salito ad almeno 30 morti e 324 feriti. I dati arrivano dall’Agenzia nazionale per la gestione degli incendi e dei disastri, che monitora l’emergenza su vasta scala.
La prefettura di Niigata conta il numero più alto di vittime, con dodici decessi, seguita da Akita, dove se ne registrano sei. In molti casi le persone hanno perso la vita mentre cercavano di liberare i tetti delle abitazioni dal peso della neve accumulata.
Leggi anche Pakistan, piogge torrenziali causano oltre 30 morti al nord: bilancio dei monsoni supera i 300
Nella regione settentrionale di Aomori in alcune aree si sono raggiunti fino a 4,5 metri di neve. Qui si contano almeno quattro morti. Tra le vittime anche una donna di 91 anni, Kina Jin, trovata senza vita sotto tre metri di neve davanti alla sua casa ad Ajigasawa.
Di fronte alla gravità della situazione, il governo ha autorizzato l’intervento delle forze armate per supportare le autorità locali nelle operazioni di sgombero e per ridurre il rischio di nuovi incidenti legati al maltempo.
Durante una riunione dedicata all’allerta meteo, la premier Sanae Takaichi ha invitato la popolazione a seguire con attenzione le previsioni e ad adottare misure di sicurezza, chiedendo ai ministri di garantire interventi rapidi in vista di ulteriori forti nevicate previste nel fine settimana.
Le precipitazioni eccezionali hanno provocato il blocco dei trasporti, con centinaia di veicoli intrappolati, autostrade chiuse e voli cancellati negli aeroporti di Hokkaido e Tohoku. Le autorità valutano anche l’impatto del maltempo sull’affluenza alle elezioni generali nazionali in programma domenica 8 febbraio 2026.
L’Agenzia meteorologica giapponese continua a diffondere avvisi per il rischio di valanghe e crolli di tetti, mentre una persistente massa d’aria fredda mantiene elevate le probabilità di nuove precipitazioni nevose sull’arcipelago.