Niscemi, 137 edifici a rischio demolizione: indagine penale e stop alla new town
A Niscemi la frana ridisegna il futuro: 137 edifici destinati all’abbattimento, un’inchiesta penale in corso e il no del Comune a una nuova città altrove. Dati, responsabilità e soluzioni sul tavolo.
La mappa del rischio è ormai definita. Secondo Regione e Protezione civile, 137 edifici costruiti vicino al costone che ha ceduto non potranno essere recuperati. La soglia fissata è chiara: entro 50 metri dal fronte della frana le abitazioni non saranno più utilizzabili e, col tempo, verranno abbattute.
Il presidente della Regione ha spiegato che in quell’area non è previsto alcun rientro. Le case, molte delle quali già lesionate, sono considerate fuori sicurezza in modo permanente. Il quadro riguarda immobili privati e strutture pubbliche, in una zona che da anni convive con movimenti del terreno.
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Parallelamente avanza l’inchiesta della Procura di Gela. Il fascicolo è per disastro colposo e danneggiamento da frana. Gli accertamenti puntano a capire se l’evento fosse prevedibile e se siano state ignorate segnalazioni e atti amministrativi accumulati nel tempo.
Gli inquirenti stanno lavorando su due direttrici: la stabilità del versante e l’impatto dell’edificazione cresciuta negli anni sul pianoro, oltre alla gestione delle acque piovane e reflue. Le prime iscrizioni nel registro degli indagati sono attese a breve e non sono esclusi profili di responsabilità ai livelli più alti.
Per ricostruire una vicenda che parte dal 1997, anno della prima frana, l’indagine utilizzerà anche strumenti di intelligenza artificiale. Serviranno a incrociare documenti, immagini storiche e fotografie satellitari fornite dall’Agenzia spaziale italiana, con il supporto di tre esperti dell’Università di Palermo.
Intanto la città fa i conti con oltre 1.300 sfollati, edifici crollati o sotto osservazione, scuole chiuse e studenti trasferiti. La Protezione civile indica oggi una fascia di sicurezza di 150 metri e segnala un rallentamento del movimento franoso; alcune abitazioni potrebbero essere restituite dopo verifiche tecniche.
Il sindaco Massimiliano Conti ha escluso l’ipotesi di spostare la città. Nessuna new town, la linea è restare dove si è. Il Comune punta a recuperare alloggi sfitti o in vendita: un bando imminente servirà a censirli e offrire una sistemazione a chi ha perso la casa.
Secondo l’amministrazione, solo negli ultimi anni sono arrivate risorse per ristori e demolizioni rimaste sospese per decenni. La frana ha cambiato il volto di Niscemi, ma la strategia resta ancorata al tessuto urbano esistente.