Pacchetto sicurezza, dal caso Torino al doppio binario: decreto e ddl sul tavolo del governo

Torino e gli scontri durante il corteo per Askatasuna accelerano il pacchetto sicurezza del governo. Palazzo Chigi prepara un doppio binario tra decreto e disegno di legge, mentre Meloni invita le opposizioni a votare insieme.

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Gli scontri avvenuti a Torino durante la manifestazione a sostegno del centro sociale Askatasuna hanno spinto l’esecutivo ad accelerare sul pacchetto sicurezza. Il tema è stato al centro di un vertice a Palazzo Chigi guidato da Giorgia Meloni, con la partecipazione dei vertici politici e delle forze dell’ordine.

Alla riunione hanno preso parte i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, i ministri dell’Interno, della Difesa e della Giustizia, insieme ai sottosegretari competenti e ai comandanti di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. Sul tavolo, gli ultimi episodi di violenza e le misure da portare in Consiglio dei ministri già nei prossimi giorni.

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Al termine dell’incontro, Palazzo Chigi ha ribadito il pieno sostegno alle forze dell’ordine e ha lanciato un appello alle opposizioni per una collaborazione istituzionale. I capigruppo di maggioranza sono stati incaricati di lavorare a una risoluzione unitaria sulla sicurezza, da votare in Parlamento in occasione dell’informativa del ministro Piantedosi sui fatti di Torino.

Il provvedimento è ancora in fase di limatura. I tecnici dei ministeri stanno rivedendo il testo anche alla luce delle osservazioni del Quirinale, con l’obiettivo di evitare profili di incostituzionalità. Il confronto istituzionale potrebbe far slittare l’approdo del decreto, ma il lavoro procede senza soste.

L’orientamento che prende forma è quello di dividere l’intervento in due strumenti distinti. Le misure considerate urgenti confluiranno in un decreto legge, mentre quelle più complesse seguiranno l’iter ordinario con un disegno di legge. L’ipotesi di concentrare tutto in un unico decreto viene ritenuta tecnicamente impraticabile.

Nel perimetro del decreto non dovrebbero entrare norme penali. Anche l’idea di una cauzione preventiva per gli organizzatori delle manifestazioni viene giudicata fragile sul piano giuridico, perché rischierebbe di incidere su diritti costituzionali e presenta difficoltà applicative evidenti.

Fratelli d’Italia concentra l’attenzione sulle baby gang e sull’uso delle armi bianche, con l’ipotesi di inasprire misure già previste dal decreto Caivano. Tra i punti allo studio anche procedure più rapide per l’espulsione degli immigrati irregolari e uno scudo rafforzato per le forze dell’ordine impegnate in servizio.

La Lega spinge per un intervento più ampio. Salvini rilancia la proposta della cauzione per i cortei e chiede che i costi dei danni non ricadano sui cittadini. Il partito insiste anche su sgomberi, fermo preventivo dei soggetti ritenuti pericolosi, uso esteso del taser e rafforzamento dell’operazione Strade sicure, con un aumento dei militari impiegati.

Più cauta la posizione di Forza Italia, che privilegia strumenti di prevenzione. Tajani parla di un Daspo per impedire la partecipazione alle manifestazioni a chi ha precedenti per reati violenti. Sul tema della cauzione, il partito segnala criticità tecniche e richiama la necessità di misure solide sul piano giuridico.

Nel centrodestra il confronto resta aperto. I tecnici continuano a lavorare per individuare le norme compatibili con i requisiti di necessità e urgenza, mentre il governo valuta tempi e modalità per portare il pacchetto sicurezza all’esame del Consiglio dei ministri.