Virus Nipah, studio italiano: dati in tempo reale e sorveglianza per prevenire nuovi focolai
Uno studio italiano analizza il virus Nipah e indica nuovi strumenti di sorveglianza per intercettare focolai precoci. In Italia il rischio resta molto basso, senza necessità di restrizioni ai viaggi.
L’uso di dati aggiornati in tempo reale, algoritmi predittivi, analisi genomiche avanzate e monitoraggio ambientale può aiutare a individuare segnali precoci di possibili focolai di virus Nipah. È quanto emerge da una revisione condotta da un gruppo di ricercatori italiani e pubblicata sulla rivista scientifica “Microrganisms”.
Il lavoro è firmato da studiosi di diverse università italiane e ricostruisce lo stato delle conoscenze sul Nipah virus dalla sua identificazione fino agli episodi più recenti. Secondo gli autori, questi strumenti possono guidare interventi mirati e migliorare la capacità di risposta a minacce epidemiche emergenti.
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La revisione ripercorre il primo focolaio documentato, registrato in Malesia tra il 1998 e il 1999. In quell’occasione si contarono 265 casi di encefalite acuta e 105 decessi. L’epidemia colpì soprattutto allevatori di suini e persone a stretto contatto con animali infetti, portando all’abbattimento di oltre un milione di maiali per fermare la diffusione.
Negli episodi più recenti, come quelli segnalati nello Stato indiano del Kerala, il principale serbatoio del virus è rappresentato dai pipistrelli della frutta. La trasmissione all’uomo è stata collegata anche al consumo di linfa cruda di palma da dattero contaminata, su cui i pipistrelli possono lasciare saliva o altri fluidi.
Secondo gli studiosi, il Nipah è un esempio emblematico di malattia zoonotica con potenziale impatto globale. L’elevata letalità, l’assenza di terapie specifiche e la possibilità di trasmissione interumana rendono questo patogeno una minaccia che non resta confinata alle aree di origine.
Il virus circola naturalmente nella fauna selvatica e può passare all’uomo tramite animali intermedi o alimenti contaminati. Fattori come deforestazione, espansione agricola, allevamenti intensivi e cambiamenti climatici aumentano il contatto tra animali e popolazioni umane, creando condizioni favorevoli al cosiddetto spillover.
In Italia la situazione è sotto controllo. La rete nazionale per l’analisi epidemiologica, riunita al ministero della Salute, ha valutato come molto basso il rischio di trasmissione nel Paese, in linea con le stime internazionali. Non sono previste né ritenute necessarie restrizioni ai viaggi.
Il ministero ha confermato il monitoraggio costante del quadro epidemiologico e l’impegno a informare temp2estivamente in caso di variazioni. Anche le autorità sanitarie internazionali considerano basso il rischio globale e molto basso quello europeo, in assenza di diffusione dei casi al di fuori dell’India.
Il virus Nipah resta un patogeno raro ma potenzialmente grave. Dal 1998 a oggi, casi di infezione sono stati segnalati in Bangladesh, India, Malesia, Filippine e Singapore, con una trasmissione da persona a persona considerata generalmente limitata.