Russia, avvocato legato all'oligarchia chiede protezione in Italia: 'Rischio la vita

Un avvocato russo di alto profilo si trova in Italia e chiede protezione allo Stato dopo minacce e procedimenti subiti in patria. Dice di temere per la propria vita e invoca un intervento istituzionale per garantirsi sicurezza.

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È arrivato in Italia dopo una lunga fase di pressioni e intimidazioni subite in Russia e ha chiesto allo Stato una tutela preventiva. Dmitry P., avvocato cinquantenne con una carriera costruita ai vertici dell’avvocatura moscovita, non si presenta come un dissidente politico tradizionale, ma come un uomo che conosce a fondo i meccanismi del potere russo.

Cofondatore di uno studio legale di primo piano, ha lavorato per oltre venticinque anni a stretto contatto con l’élite economica del Paese, seguendo gli interessi dei grandi gruppi dei settori metallurgico ed energetico, considerati centrali negli equilibri del Cremlino. In quel ruolo avrebbe maturato una conoscenza diretta delle strutture utilizzate per aggirare sanzioni e restrizioni internazionali.

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Secondo quanto riportato nell’istanza presentata alle autorità italiane, la sua posizione si sarebbe aggravata nel momento in cui sono emersi contrasti con ambienti riconducibili all’entourage presidenziale. Da lì sarebbero partiti procedimenti penali ritenuti strumentali, campagne diffamatorie e una sequenza di minacce sempre più esplicite.

Il punto di svolta, racconta il suo entourage, sarebbe stato un episodio grave: un tentato omicidio ai danni di un collaboratore. Un segnale che avrebbe convinto l’avvocato a lasciare la Russia e a cercare protezione all’estero, scegliendo l’Italia come approdo.

A rendere il quadro ancora più delicato c’è un dossier editoriale. Una società a lui collegata detiene i diritti di pubblicazione di un libro firmato da Viktor Khrolenko, figura interna ai circuiti del potere post-sovietico. Il volume, in uscita, conterrebbe ricostruzioni inedite sull’ascesa di Vladimir Putin e del suo gruppo dirigente, oggi assenti dal dibattito pubblico russo.

Dmitry P., cittadino europeo, teme di poter fare la stessa fine di altri oppositori morti in circostanze controverse. Per questo ha deciso di informare formalmente le autorità italiane della propria presenza e delle ragioni che lo hanno spinto ad allontanarsi dalla Federazione Russa.

Il suo legale, l’avvocato Alexandro Maria Tirelli, ha trasmesso un dossier ai vertici del governo italiano chiedendo l’attivazione di forme di tutela preventiva e di un canale di interlocuzione istituzionale, anche riservato. L’obiettivo è che ogni eventuale richiesta di cooperazione internazionale venga valutata tenendo conto del contesto politico e dei rischi documentati.

L’istanza non mira a ottenere asilo o a consolidare una permanenza stabile in Europa. La scelta dell’Italia, viene spiegato, nasce dalla convinzione che il nostro ordinamento possa garantire una valutazione indipendente e un livello di protezione adeguato per chi, oggi, rischia non solo per ciò che dice, ma per ciò che sa.